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Gff: Anna Foglietta, Vaporidis, Reggiani e Branciamore incoraggiano i giurati a cogliere l’attimo

Umili, disponibili e simpatici gli ospiti italiani della quarta giornata di festival del cinema per ragazzi e il messaggio lanciato è chiaro: carpire l'attimo ogni giorno ed essere fieri di essere italiani

È stata un’altra giornata di forti emozioni per i 3600 piccoli e grandi giurati del Giffoni Film Festival: oggi in Cittadella sono arrivati i tre giovani attori Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore e Primo Reggiani che hanno trovato ad accoglierli una Sala Truffaut piena di fans in fermento. Tra grandi emozioni e risate, i tre hanno voluto spiegare in cosa consiste il loro nuovo progetto, ovvero la Drive Production Company, che hanno fondato insieme: si tratta di una casa di produzione per contenuti web e non solo, che vuole dare la possibilità a tutti di esprimere la propria creatività e il proprio talento. "Lo spirito del nostro progetto è contro il buonismo di Fazio – hanno ammesso i tre attori - Vogliamo fare cose alternative, sperimentali e autoironiche. Siamo partiti facendo tutto in un garage - ha raccontato Vaporidis - L'idea nasce dal fascino che ha sempre avuto su di noi il cinema indipendente americano, ricco di cose nuove". Un progetto interessante e coraggioso da parte di ragazzi che hanno effettuato un percorso tradizionale fatto di impegno, sudore e gavetta per arrivare dove sono ora, diversamente da molte ‘star’ del web che proprio grazie all’immediatezza e alla velocità del mezzo usato si sono saputi far conoscere presto e da un vasto pubblico. Dopo aver insistito anche sul significato di Carpe Diem, ovvero del cogliere l’attimo ogni giorno e incitato i ragazzi in sala a perseguire i propri sogni, il trio inedito ha ricevuto il Giffoni Award e si sono concessi in selfie e autografi al pubblico che li attendeva sfilare sul blu carpet. 

Gff2015 - Anna Foglietta - 20 luglio


E sul carpet è stata particolarmente generosa anche Anna Foglietta, attesissima dai ragazzi: molto sobria e bellissima nel suo vestito rosso sgargiante, la Foglietta si è commossa per l’accoglienza ricevuta e ha trovato le domande dei giurati interessanti, intelligenti e stimolanti: “Noi italiani abbiamo una marcia in più. Prima degli americani abbiamo portato il cinema nel mondo: quando Griffith vide ‘Cabiria’ di Pastrone decise di buttare via il materiale che aveva girato e di rifare tutto d’accapo – ha dichiarato la Foglietta, da ex studentessa di cinema al DAMS di Roma – Così anche Truffaut, ha attinto al nostro neorealismo e ha dato vita alla nouvelle vague. Non dovete mai vergognarvi di essere italiani”. Contenta di aver preso parte a film come “Noi e la Giulia” di Edoardo Leo, la Foglietta ha scherzato sull'essere stata l'unica donna in un cast maschile: “I maschi avevano una chat su whatsapp in cui non ero inclusa e me la sono legata al dito – e ha continuato – il girare le scene in sequenza mi ha permesso di entrare meglio nel personaggio e di capirlo man mano”. Sull'essere madre e donna in carriera al tempo stesso, Anna ha affermato che: “Non è il mestiere di attrice a essere faticoso, ma essere madre, però è anche bellissimo perché vivi e vedi le cose con quell’innocenza che hanno i bambini e che ti permette di stupirti sempre”. Presto tornerà sul set di nuovo con Paolo Genovese per “Perfetti sconosciuti”, mentre da novembre sarà a teatro in "La pazza della porta accanto" di Claudio Fava per la regia di Alessandro Gassman. 

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