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Sabato, 18 Maggio 2024
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A Castellabate la presentazione del libro "Il sogno di Icaro" di Andrea Cosentino

Tra i vari riconoscimenti vi è il Premio Prisciandario, un premio speciale della giuria e conferimento della medaglia per i libri "La savana" e "Arashi" da parte del presidente della Regione Val D'Aosta

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Nell'ambito della 28° Fiera del libro "Libri Meridionali", rassegna dell' editoria del Sud, oggi 11 agosto 2018 ore 21:30 a Santa Maria di Castellabate (SA), si terrà la presentazione del libro "Il sogno di Icaro" di Andrea Cosentino. Ne discuterà con l'autore Maria Amendola, direttore artistico dell' Associazione DANA di Agropoli (SA). Andrea Cosentino è uno scrittore del Cilento, da diversi anni si divide tra Cilento e Roma. Tra i vari riconoscimenti vi è il Premio Prisciandario, un premio speciale della giuria e conferimento della medaglia per i libri "La savana" e "Arashi" da parte del presidente della Regione Val D'Aosta. “Il sogno di Icaro” è in ordine cronologico l'ultimo libro di Andrea Cosentino, i suoi due libri precedenti sono: “La savana” e “Arashi-La tempesta”. “Il sogno di Icaro” è una raccolta di otto racconti relativamente brevi, distinti ognuno per situazioni e personaggi, ma il loro motore è unico. Il tema è quanto di più vasto e caro a ogni essere umano: il Sogno, nella sua più alta accezione, quello che cambia la vita e la rende piena di straordinaria bellezza. Questa raccolta ci porta ad un vero incontro con noi stessi, con la nostra anima e il divino celato in ognuno di noi. Sulla copertina leggiamo: “Nessuno può distruggere i nostri sogni se non noi stessi”.  Questo non solo vuol essere un augurio ma anche un monito: i nostri sogni devono essere strenuamente difesi, accarezzati, mai abbandonati anche se bisogna essere consapevoli del loro altissimo prezzo in termini di stabilità e del loro potenziale alienante e distruttivo. Tuttavia una cosa è assolutamente certa: soltanto inseguendoli, un giorno, potremo ricordare la nostra vita come un transito non inosservato e alla fine dire “ho vissuto”.

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