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Gran finale al Giffoni Film Festival, il bilancio di Gubitosi con Ornella Muti

Gubitosi: "Mi hanno chiesto in questi giorni quanti collaboratori ha Giffoni. La risposta è 120 mila"

"Un'edizione indelebile", quella del 2014, per il Giffoni Experience. "Per i giurati - esordisce Gubitosi nella conferenza stampa di chiusura - è un giorno difficile, quello dei saluti. Saremo semplici anche oggi perché Giffoni non ha mai smarrito la propria semplicità, siamo cittadini di un paese che abbiamo portato nel mondo. Mi hanno chiesto in questi giorni quanti collaboratori ha Giffoni. La risposta è 120 mila. Ripeto: 120 mila. Sono tutti quelli che, attraverso i social, lavorano con noi con voglia, energia, pensieri. Tutto quello che accade a Giffoni, i talenti che arrivano, la musica, persino il colore delle magliette, sono scelte dai ragazzi". Iniziata undici giorni fa, l'avventura, con la maratona della Marvel, i cinema strapieni di giorno e di notte, i ragazzi accampati in attesa di Lea Michele e Dylen O'Brien, l'entusiasmo per i Negramaro e per i divi Richard Gere e Alan Rickman: "I giurati si sono divertiti, hanno affrontato temi difficili, scottanti, forti perché Giffoni dice la verità. Se la società è brutta, la colpa non è dei film ma della società -spiega Gubitosi- Nella loro valigia i ragazzi porteranno tanti dubbi che poi sapranno come risolvere, perché i dubbi sono importanti. E porteranno anche la cordialità e la bellezza della nostra regione".

Tutti i premi

Cinquemila i ragazzi che hanno partecipato ai Meet&Greet, i progetti che Giffoni ha ovunque, dal Brasile al Qatar che sono "i nostri investitori, quelli che mettono in moto energie per portare il brand Giffoni in giro per il mondo". Un'edizione affollatissima, anche per l'intenso programma musicale che ha visto allo Stadio Comunale Troisi concerti di Negramaro, Giorgia, Rocco Hunt,Coez, Gemitaiz, Emis Killa, stasera gli Zero Assoluto. "Abbiamo visto che Giffoni regge, lo abbiamo  capito la sera del concerto dei negramaro con 10 mila persone in Cittadella, 10 mila in giro per la città e oltre 10 mila allo stadio. L'anno prossimo avremo un progetto musicale ancora più forte", promette il direttore che aggiunge: "Giffoni riguarda70 mila persone dell'area picentina dove, proprio per la sua vitalità, negli ultimi 10 anni si sono trasferite 10 mila persone". Un'importanza evidenziata anche dall'assessore alla Cultura della Regione Campania, Caterina Miraglia: "Stasera Giffoni chiude la sua festa esteriore ma Giffoni rappresenta la vita della Regione Campania. Giffoni ha investito sui ragazzi, su una terra straordinaria e ha reso facile il nostro compito in questi anni perché Giffoni è il modo migliore per governare. Giffoni è un piccolo paese del sud non fortunato per le meraviglie incantate di molti altri luoghi che abbiamo ma che è riuscito a invertire la tendenza e a dare tantissimo, è andato oltre le nostre aspettative". Il segreto? Gubitosi non ha dubbi. "Giffoni è vero, leale, rispettoso del pubblico già a 3 anni, è il festival più social del mondo, c'è tutto, cinema, televisione, web, ognuno si impossessa della parte che gli appartiene. I ragazzi hanno incontrato scrittori, registi, attori, poeti, giornalisti". Giffoni non ha paura neanche dei dubbi: "In autunno faremo un incontro con autori, produttori e distributori italiani per cercare di capire perché in Italia non si fanno film per ragazzi - rivela Gubitosi- Le polemiche? Poche, false e brutte comunque tali da meritarci controlli e un'interrogazione parlamentare. Risponderemo a tutti, perché bisogna finirla di parlare a vanvera, procederemo in tutti i modi". Accanto a lui il sindaco Paolo Russomando che parla dei "ragazzi scontenti oggi di andar via da Giffoni", esalta la "straordinaria disponibilità delle famiglie che hanno accolto i giurati" e conferma lo sblocco del finanziamento per l'attesa Multimedia Valley, il progetto che punta a fare di Giffoni il maggior polo della creatività del Sud, nonché un’opportunità di occupazione per centinaia di giovani.  "Qualche sera fa - racconta Gubitosi - avevo una cena importante, con ospiti arrivati da fuori. Ho chiesto al ristorante di far arrivare per tutti un piatto con solo un po' di riso bianco. E agli ospiti che mi guardavano imbarazzati ho detto che quel piatto di riso è ciò che siamo stati e ciò che resteremo. Perché non ci siamo montati la testa. E ai giovani giurati dico una frase di un film di Louis Malle: 'arrivederci, ragazzi'".

A far da madrina della cerimonia di chiusura, la bellissima Ornella Muti: "Quello di oggi è un cinema traballante. Ora che sono più matura i ruoli che mi propongono sono sempre di meno, i produttori coraggiosi di una volta non ci sono più". ha osservato in merito all'evoluzione che ha avuto il grande schermo negli ultimi anni. "Io sono stata fortunata, prima c'erano grandi autori, sceneggiatori e produttori. Mentre oggi la figura del produttore è più vicina a quella del distributore che del creativo". Diverso il suo approccio a nuovi ruoli: "Sono più selettiva, voglio essere orgogliosa di ciò che faccio. Sono del segno dei pesci e soffrirei se avessi dei dubbi nel rivedermi". Attrice, donna ma anche mamma, la Muti ha sottolineato il suo grande amore per la famiglia: "Avevo posto un vincolo nel contratto de Il frullo del passero che prevedeva lo stop delle riprese qualora mio figlio avesse pianto. La famiglia per me è sempre stata un caposaldo, mi ha aiutato a superare i momenti più difficili". E, sul rapporto tra cinema e teatro ha aggiunto: "I giovani che vogliono approcciarsi al cinema non trovano grandi spazi. Per fortuna c'è il teatro che invece è una bella scuola. Anche se c'è il contatto diretto con il pubblico, è meno spaventoso perchè dietro hai sempre un gruppo, una compagnia che ti protegge". A parte l'impegno attuale in teatro con 'Processo alla strega' di Silvano Spada (ispirato a 'Processo alla strega Matteuccia Di Francesco' di Domenico Mammoli), i progetti per il futuro sembrano ancora in evoluzione: "Ho avuto diverse proposte - ha detto l'attrice - c'è l'ipotesi di un progetto sperimentale in Spagna, con giovani autori, attendiamo risposte sui finanziamenti. Mi piace il cambiamento". "Ho sempre fatto progetti 'di differenza' come 'Nessuno è perfetto': venivo spesso bastonata perchè il cambiamento può far paura, ma a me non è mai importato", ha concluso.

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