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Al via il XXVIII Congresso Nazionale INU a Salerno

Il sindaco De Luca:"Nelle città c'è sempre domanda di infrastrutture, servizi e qualità urbana. Bisogna essere in grado di intercettare questa domanda"

Si inaugura domani, giovedì 24 ottobre, a Salerno la XXVIII edizione del Congresso Nazionale dell'Istituto Nazionale di Urbanistica. Stamattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell'evento, il cui inizio ufficiale è fissato per domani in concomitanza con lo svolgimento della Rassegna Urbanistica Regionale. I temi dei lavori del Congresso sono ben riassunti dal titolo stesso dell'edizione di quest'anno, ovvero “Città come motore dello sviluppo del Paese”: il Congresso, infatti, ospiterà una tavola rotonda che vedrà protagonista il confronto tra le associazioni e i diversi Ordini professionali, tra cui parteciperanno Legambiente, l'Ance e il Consiglio nazionale dei geologi. Nell'ambito del congresso, si cercherà di fare il punto sulla pratica del governo del territorio nel nostro Paese e di lanciare nuove proposte: "La scelta di Salerno quale sede del Congresso INU - ha dichiarato il Sindaco e Vice Ministro, Vincenzo De Luca (foto), nel corso della conferenza stampa - è un riconoscimento del lavoro svolto in questa città nel campo della trasformazione urbana. Sarà questa un'occasione importante per riflettere sul campo sui processi di trasformazione urbana e su diverse questioni ad essa connesse". Il primo cittadino di Salerno ancora una volta ha colto l'occasione per sottolineare quanto bisogno ci sia nelle nostre città di una rivisitazione e trasformazione urbanistica che possa favorire anche un rilancio dell'economia italiana: "Nelle città c'è sempre domanda di infrastrutture, servizi e qualità urbana; bisogna, però, essere in grado di intercettare questa domanda - ha continuato il Vice Ministro - Perché ciò avvenga, è necessario rimuovere il blocco normativo che paralizza l'attività amministrativa e, dunque, sintonizzarsi con le procedure e i tempi europei e mondiali". Il Sindaco di Salerno ha anche rimarcato l'importanza che ricopre "la questione delle risorse disponibili. In cinque anni è cambiato il mondo e ora la parte pubblica non ha più risorse: si devono, dunque, affrontare senza ideologismi temi come l'apertura ai capitali privati e l'uso dei fondi europei. E ancora, bisogna risolvere il delicato rapporto tra conservazione e trasformazione, nella direzione di un processo di cambiamento che sia sì rispettoso del passato, ma che non comporti la paralisi e la mummificazione".

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