Favola grottesca e surreale: al teatro Genovesi, in scena "Il re muore"

L’autore in questo testo racconta la condizione umana attraverso una favola dalle dimensioni e dai colori grotteschi, in un’atmosfera surreale e metafisica

Domenica 16 febbraio 2020, alle ore 19, secondo spettacolo in cartellone per la dodicesima edizione del Festival Nazionale “Teatro XS” Città di Salerno. A salire sul palco del Teatro Genovesi (via Sichelgaita) sarà la Compagnia La Terra Smossa di Gravina (Ba) che presenterà “Il Re muore” di Eugène Ionesco. L’autore in questo testo racconta la condizione umana attraverso una favola dalle dimensioni e dai colori grotteschi, in un’atmosfera surreale e metafisica, “dipingendo” i personaggi alla maniera di de Chirico. In scena Leo Coviello (Bérenger I), Maria Pia Antonacci (la regina  Marguerite), Elisabetta Rubini (La regina Marie), Angelo Grieco (il medico), Teresa Cicala (Juliette). La regia è di Gianni Ricciardelli. Audio e luci di Gaetano Ricciardelli.

La trama

“Una sola guardia a difesa di un reame. Un’unica ancella, Juliette, a servizio di un intero regno. Un tempo grandioso e dai confini illimitati, oramai incomprensibilmente in rovina – scrive Gianni Ricciardelli nelle note di presentazione dello spettacolo - Due regine meravigliosamente agli antipodi. Un male misterioso ed incurabile ha colpito l'intero universo e tutti i suoi abitanti, a partire dal  Sovrano, il Re Berenger I, costretto ad affrontare il suo mortale destino. Il “Re muore” è la personale visione di Ionesco della vita e del mondo, della lotta con la morte, una sorta di resa dei conti. I ritmi rock sono il giusto sottofondo ad una favola oniricamente delirante”.

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Gli altri spettacoli

Domenica 1 marzo sarà l’Associazione Culturale A.LI.B.I. di Tricase (Le) a salire sul palco di via Principessa Sichelgaita con “Muttura” di Walter Prete. Due attori in scena, un argomento e tanti punti di vista.  “Muttura” parla di rifiuti interrati. In Salento, dove lo spettacolo è nato, è successo. Altrove pure, e non solo in Italia. Lo sguardo di “muttura” sull’argomento non è univoco: è la ricerca di un colpevole, o anche solo di un capro espiatorio, ma questa volta – come spesso accade - la realtà non è così lineare e a cercare i cattivi ci si addentra in una nebbia tenace e densa (in dialetto leccese la chiamiamo “muttura”) in cui vedere gli atri è difficile, mentre diventano sempre più evidenti i propri passi falsi.  Domenica 15 marzo la compagnia Prospet di Napoli sarà di scena con “Pacchiello, venditore ambulante di taralli caldi caldi e guai neri neri” di Pasquale Ferro, con Roberto Capasso.  Pacchiello è un untore, e l’usura è un sistema, un mezzo necessario per “contagiare” le vittime debitrici. Un desiderio assoluto di condivisione della lordura della propria esistenza. Un uomo dimenticato dalla coscienza, ossessionato dal potere, vive i ricordi che gli passano accanto veloci come un treno, fino ad investirlo. Un Riccardo III “neomelodico” trasportato in una Napoli ubriaca e senza pudore. Sabato 4 aprile, alle ore 21.15, ci sarà la Compagnia Grandi Manovre di Forlì con “La soglia” da “Le sas” di Michel Azama.  È uno spettacolo immerso in un luogo senza tempo, perché il carcere smembra le giornate e le anime. E’ uno strano viaggio tra più mondi, con risvegli sudati e rabbiosi, inaspettate e graffianti tenerezze, ribellioni incoscienti come un urlo senza voce. Domenica 19 aprile il sipario del Teatro Genovesi si aprirà per ospitare la Compagnia PolisPapin di Roma in “Tàlia si è addormentata” di Francesco Petti. Lo spettacolo mette in scena una delle versioni più antiche della fiaba a tutti nota come “La Bella Addormentata”: quella tratta dal Pentamerone di Giambattista Basile da cui riprende le atmosfere barocche, il gusto letterario della narrazione e le sfumature gotiche. Domenica 26 aprile ultimo spettacolo in concorso con la Compagnia RamuliArte di Camastra (Ag) in “Inquilini” di Lillo Zarbo e Chiara Callegari. Nato dalla raccolta di testimonianze, ricordi e storie pubblicate o tramandate da nonni e zii, lo spettacolo si presenta come una fiaba surreale che, con punte d’ironia, comicità e apparente leggerezza affronta temi importanti della storia italiana e in particolar modo siciliana. Domenica 3 maggio la Compagnia degli Evasi di Castelnuovo Magra (Sp) presenterà “Senza Hitler” di Edoardo Erba. “Scarso talento, prova di disegno insufficiente”, fu il verdetto di non ammissione per il diciottenne Adolf Hitler all’Accademia di Arti Figurative di Vienna nel 1907. Quel fallimento contribuì probabilmente all’inizio del processo di odio del futuro Fuhrer verso tutta l’umanità. In questo testo, l’autore Edoardo Erba, immagina e crea una dimensione parallela agli eventi accaduti: Hitler viene promosso all'esame di entrata dell'Accademia di Vienna e realizza il sogno della sua giovinezza: diventare pittore. La serata finale con la proclamazione dei vincitori ci sarà domenica 10 maggio, alle ore 19. Come di consueto prima di conoscere i nomi di coloro che saliranno sul podio della dodicesima edizione del Festival Nazionale Teatro XS Città di Salerno al pubblico sarà proposto uno spettacolo. Quest’anno a salire sul palco del Genovesi sarà La Cantina delle Arti di Sala Consilina in “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello.

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