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Salerno, Renzo Rubino rivela: "Il concerto al Modo inizierà in maniera spettacolare"

Il giovane cantante: "Dal pubblico di Salerno mi aspetto che sia incuriosito, che provi interesse anche se non mi conosce. Trasformerò il Modo in un teatro e il concerto inizierà in modo spettacolare"

Originario di Taranto da dove ha iniziato il suo percorso artistico e professionale, il 26enne Renzo Rubino è in tour per promuovere il suo nuovo album “Secondo Rubino” e sbarca al Modo di Salerno giovedì sera per un concerto che ha definito “spettacolare”. Dal palcoscenico dell’Ariston a quello del Modo, Rubino promette al pubblico salernitano effetti speciali e cotillon. In esclusiva rivela a Salerno Today alcuni dettagli della sua carriera.
 

Hai calcato il palcoscenico di Sanremo per ben due volte e hai riportato un grandissimo successo soprattutto tra i tuoi coetanei. Cosa significa e come affronta il successo un ragazzo giovane come te?

Per me non esiste “il successo”. Come dice la parola stessa è già “successo”, per me il vero traguardo è quello di poter cantare ed essere fiero di ciò che faccio. Sono soddisfatto del percorso fatto finora, ma non è solo un successo personale ma anche di squadra, perché il team con cui lavoro è la mia famiglia, che da anni fa del suo meglio per permettere che il mio mondo sia conosciuto. Il successo è condividere con loro questa strada.

Di questo team fa parte anche colui che ti ha lanciato nel mondo della musica, Andrea Rondini…

Non direi proprio lanciato, perché quando mi rivolsi ad Andrea lui era un insegnante di interpretazione. Ha deciso di ascoltare la mia canzone “L’amore d’autunno”, il brano gli piacque e mi disse che gli sarebbe piaciuto collaborare con me e da neofita, come me, è in seguito diventato manager, come io cantante. Il lavoro mi ha dato l’opportunità di fare belle cose, di inventare stratagemmi per suonare, per esempio, al concerto di Al Bano senza che lui lo sapesse. E in questo percorso mi ha accompagnato Andrea, che considero il mio fratello artistico.

A Sanremo 2013 hai esordito con la canzone “Il postino (Amami uomo)” che ha portato per la prima volta all’Ariston il tema dell’amore omosessuale. Una scelta coraggiosa per un ragazzo così giovane, come l’hai vissuta?

Più che coraggiosa direi incosciente e guidata proprio dall’incoscienza che ha un ragazzo nell’affrontare questo mestiere. Pensavo che fosse una bella canzone che doveva essere ascoltata e l’ho presentata a Sanremo. La prima volta all’Ariston è stato come un sogno: non sapevo niente, non conoscevo la macchina Sanremo, ma sapevo che in quel momento sarebbe cambiato qualcosa nella mia vita. Sanremo per me era come un "Luna Park", e dopo qualche mese mi sembrava di aver vissuto un sogno.
 

Se Sanremo 2013 è stato un sogno per te, calcare di nuovo il palco quest’anno com’è stato? Senti di essere cambiato, che i tuoi brani sono cambiati?

Questa è una domanda da porre a chi ascolta le mie canzoni per sapere se nota il cambiamento nei testi e nella musica. Personalmente sento di essere cresciuto di un anno. Le canzoni che ho presentato quest’anno le ho scritte di getto per strada, erano belle e ho pensato “Perché no?”. Quest’anno ero convinto e pronto a buttarmi e a rischiare a Sanremo.
Domani sera passerai dal palco dell’Ariston a quello del Modo. Cosa ti aspetti dal pubblico salernitano?
Non sono mai stato a Salerno e domani cercherò di arrivare un po’ prima per visitare la città. Dal pubblico mi aspetto che sia incuriosito, che si domandi “Ma chi è questo qua?”, che provi interesse anche se non mi conosce. Trasformerò il Modo in un teatro e il concerto inizierà in modo spettacolare.

Noi di Salerno Today non possiamo che augurargli un grande "In bocca al lupo" per il concerto al Modo e per la sua carriera.

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