Stagione lirica al Teatro Verdi: presentata "Lucia di Lammermoor"

Daniel Oren e la presentazione con la glass armonica

Su il sipario al Teatro Verdi: la stagione lirica propone dal 5 al 9 ottobre "Lucia di Lammermoor", opera di Gaetano Donizetti. Parterre internazionale: al debutto presenzieranno anche l'ambasciatore di Israele, il Sovrintendente-direttore del Festival di Tallin, la direzione artistica del teatro di Wolfsburg. Il direttore artistico Daniel Oren la presenta al solito con dovizia di particolari, parlando alla stampa e agli studenti dell'Istuto Alberghiero Roberto Virtuoso. "Lucia di Lammermoor - dice - è una delle opere più sconvolgenti e importanti, mai sparita dal repertorio. Lo chiamiamo nel nostro ambiente non Donizetti ma... Dozzinetti, perché ha scritto tanto. E' una opera di grande forza e attualità. E' eccezionalmente felice, è l'invenzione melodica che supera l'estetica del bel canto e trasforma tutto in coefficiente drammatico. Il punto culminante è la cena della pazzia nell'ultimo atto, quando Olga deve venire all'appuntamento. Dal punto di vista drammaturgico rappresenta il culmine dell'estetica romantica: il morire per amore".

Acqua, vetro, magia

Durante la presentazione al Teatro Verdi, è stata proposta una bella anteprima, impreziosita dal suono della glass armonica. "Abbiamo optato per la cadenza tradizionale, quella più bella. Optiamo non più per il flauto - spiega Oren -. Donizetti a Napoli scopre che questo strumento e le vibrazioni della glass armonica, rappresentino meglio la tribolazione di Lucia. Abbiamo posizionato questo strumento musicale alla sinistra del palco e sentirete un suono magico. Oggi non è più di moda rispettare le tradizioni, anzi va di moda stravolgere le intenzioni degli autori. Tradizione non vuol dire culto delle ceneri ma custodia del fuoco. Donizetti ha scritto questa opera per un tenore che si chiamava Duprez che è l'inventore della voce di petto, perché tutti cantavano in falsetto". 

Il cast e il diamante

Tra gli interpreti principali Vitaliy Bilyy (Lord Aston), Gilda Fiume (Lucia), Stefano Secco (Sir Edgardo), Carlo Striuli (Raimondo), Vincenzo Casertano (Lord Arturo), Miriam Artiaco (Alisa), Angel Harkatz (Normanno). Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”, coro del Teatro dell’Opera di Salerno (Maestro Tiziana Carlini), scene di Alfredo Troisi. "Gilda Fiume - dice Oren - è un angelo che canta. Ha studiato con Mariella Devia e canta come lei. Sono orgoglioso che sia con noi. E' un'artista di questa terra, è di Sarno, l'ascolterete di nuovo al Teatro Verdi ed è un valore aggiunto. E' lei il diamante della produzione ed è anche normale perché Lucia è interpretata da lei. Sono molto contento di tornare a Salerno, nel mio teatro". 

La scenografia e la gestione virtuosa

Il regista Renzo Giacchieri aggiunge: "Ho fatto diverse edizioni di Lucia di Lammermoor, anche qui nel 2009, ma verso questo capolavoro avevo un sentimento di malinconia, pur nel rispetto della musica. Stavolta, quando ho parlato con lo scenografo, gli ho detto che sarei voluto andare verso una lettura gotica, cioè un aspetto nero. Strutture gotiche ma la scenografia è tutta incentrata sul dramma di Lucia. Ci sono delle proiezioni sorprendenti e credo che quello che abbiamo desiderato dare, la scenografia e l'allestimento lo abbiano dato. Se dico che si spendono 7mila euro per fare tutte queste scene, forse dico molto. Alla Scala di Milano forse si fa solo un tavolo con questa cifra. Questo teatro, invece, offre un esempio di amministrazione virtuosa". 

Il saluto del sindaco

"Sono contentissimo di riabbracciare Daniela Oren e il regista che fanno parte della nostra famiglia salernitana - dice il sindaco di Salerno, Enzo Napoli - In questa lettura gotica che la regia ha voluto dare, fa piacere che ci siano grande attenzione e rispetto per la musica, la protagonista. Razionali e patetici, diceva Spinoza. La giovane soprano celebrata merita tutta la nostra attenzione: si è formata al Conservatorio di Salerno dal quale sono venute fuori voci mervagliose, coltivate".

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