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Domenica, 29 Maggio 2022
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Lotta alla camorra, Annamaria Torre e Francesco Clemente al liceo Alfano I

La figlia dell'ex sindaco di Pagani:"Legalità è parola vuota se non vissuta quotidianamente nei nostri comportamenti e nelle nostre scelte di vita"

Nell’aula magna del liceo statale “Alfano I” di Salerno gli studenti delle classi seconde  dei vari indirizzi liceali hanno incontrato Annamaria Torre (figlia del sindaco di Pagani Marcello Torre, ucciso dalla  camorra nel 1980 ) e Francesco Clemente (figlio di Silvia Ruotolo, uccisa  da un proiettile vagante in un agguato di camorra a Napoli) del coordinamento vittime di camorra e Libera contro le mafie.  Un appuntamento annuale con l’associazione Libera e la scuola che vede coinvolti i ragazzi, i docenti e i testimoni di legalità. 

“Legalità - ha  dichiarato Annamaria Torre - è parola  vuota  se non  vissuta quotidianamente nei nostri comportamenti e nelle nostre scelte di vita". I ragazzi hanno chiesto sia alla figlia dell’avvocato Torre  che  a Francesco Clemente se avessero ancora  oggi paura di minacce o di  aggressioni, dato il loro impegno. Non ho paura perché non faccio nulla di male - ha  affermato con  gli occhi lucidi Francesco - mia  madre  me l’hanno tolta quando avevo cinque anni e l’ho vista morire davanti ai miei occhi, non mi resta con mia sorella Alessandra e mio padre Lorenzo che raccontare a tutti il mio dolore  e la mia voglia di  far qualcosa perché ciò non accada a nessuno più”.

Gli studenti del liceo Alfano I hanno scritto una lettera al commissario prefettizio di Pagani, vogliono  che  non necessariamente una piazza, una strada sia dedicata a Marcello Torre  ma  che almeno un luogo  di incontro  per i giovani porti il suo nome e cognome. Vorrebbero inoltre  visitare  al più presto un bene confiscato alla mafia, per rendersi conto di come sia possibile rendere altro un luogo  costruito con   disonestà, restituito alla gente, alle comunità. Hanno concordato di fare,  oltre  che di  conoscere. Hanno proposto azioni legali di impegno civile  nelle due ore di cittadinanza e Costituzione, così utilizzate in una  giornata di sole , in un’aula illuminata dagli occhi di  due testimoni di vera legalità, pagata con la  sofferenze  di chi  oggi si è sentito meno orfano tra tanti  sguardi attenti, curiosi, di giovanissimi studenti  a lezione di vita".

  

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