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Foto di Dario Salzano

Foto di Dario Salzano

Richard Gere al GFF: "Conoscere se stessi lavorando sulla propria persona rende speciali"

Gere ai ragazzi: "Qualunque carriera vogliate intraprendere, dovete impegnarvi in una profonda ricerca interiore a cui dovete associare anche studi specifici per arrivare dove volete arrivare. Lavorate su voi stessi per dare agli altri qualcosa di buono"

"Sono molto felice e onorato di essere qui oggi": è così che l'affascinante Richard Gere ha esordito a Giffoni in conferenza stampa. L'attore è arrivato in Campania già da qualche giorno insieme al figlio e a un amichetto: Gere ha infatti confessato di cogliere al volo qualsiasi occasione per tornare in Italia, e non poteva mancare in un festival del cinema che mette in relazione tra loro ragazzi di diverse culture e diversi paesi nel mondo. Camicia bianca che contrasta con l'abbronzatura recente, Richard Gere si presta volentieri alle domande della stampa, a cui le sue dichiarazioni riescono a lasciare una profonda impressione: "L'essere umano tende sempre a reagire troppo impulsivamente ed emotivamente agli eventi. La prima reazione che tutti abbiamo è legata alle emozioni del momento che viviamo e non analizziamo nel profondo le nostre azioni. Per capire meglio se stessi e gli altri, dobbiamo aspettare e cercare di reagire con umanità verso l'altro senza aggredirsi". Gere che ha raggiunto la fama mondiale con 'Pretty Woman' accanto a Julia Roberts, ha dimostrato di essere un 64enne molto riflessivo e tranquillo: si prende il suo tempo anche nel rispondere alle domande della stampa perché, come ha affermato, "non bisogna fermarsi alla superficie, ma scavare nel proprio io e acquisire una razionalità più forte". Dal punto di vista professionale, ammette come questo sia un periodo di transizione per le produzioni cinematografiche statunitensi: "Ora abbiamo schedule più ristretti e budget ridotti, mentre sono le serie televisive ad avere sempre più successo e maggiori budget a disposizione. Quindi ben venga se nel futuro saranno queste major televisive a produrre film".

Dopo aver lasciato la stampa, Gere raggiunge i fans sul blu carpet senza purtroppo poter rilasciare autografi, ma salutando tutti con uno speciale scintillio negli occhi e un caldo sorriso. In Sala Truffaut non solo si stupisce dell'accoglienza dei giurati, ma anche di trovarli così preparati sui suoi successi cinematografici, e si meraviglia quando uno di loro cita 'Rapsody in August', film in cui Gere fu diretto da Akira Kurosawa: "Quando ho avuto la fortuna di incontrare Kurosawa-san, l'ho visto come una montagna, era enorme per me e mi sentivo piccolo davanti a lui". A chi gli chiede cosa bisogna fare per diventare attori famosi, Gere risponde schiettamente con un "Se puoi, fai qualcos'altro. Il mestiere dell'attore è difficile, devi avere la corazza dura e tenere duro, ma soprattutto non devi dare niente per scontato. Tutt'oggi anche io non do niente per scontato e cerco di dare il meglio di me". Dalle sue parole Gere cerca di trasmettere ai giurati il senso di responsabilità che lo accompagna da sempre nel suo mestiere: "Quando arriva la fama, la gente ti pone domande e ti ascolta e più si va avanti più ci si rende conto di avere una responsabilità, di ciò che si dice pubblicamente per cui bisogna essere preparati. Non c'è niente che io abbia imparato che non abbia trasposto anche nella recitazione - ha confessato - un attore ha la responsabilità di recepire e di restituire al pubblico ciò che è con responsabilità". Gere ha tenuto a sottolineare quanto l'attore debba lavorare sul materiale che gli si propone cercando di restituire un'interpretazione reale e realistica dell'essere umano. Infine, ricevendo il Giffoni Award, ha voluto lasciare un messaggio alla sua platea: "Qualunque carriera vogliate intraprendere, dovete impegnarvi a essere veri e a iniziare una profonda ricerca interiore a cui dovete associare anche studi specifici per arrivare dove volete arrivare. Lavorare su se stessi per dare agli altri qualcosa d buono, di utile e di responsabile".

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