Dammi la mano: percorsi di resilienza per piccole vittime di violenza assistita e per orfani di femminicidio

Differenza Donna ONG lancia una proposta formativa riguardo l’accoglienza adeguata e il sostegno ai bambini e alle bambine vittime di violenza assistita e agli orfani e alle orfane di femminicidio

Sta per avere inizio Dammi la mano, un interessantissimo percorso formativo volto a prevenire, contrastare e far emergere la violenza maschile contro donne, bambine e bambini, propone nell’area geografica delle Regioni Lazio e Campania è stato organizzato da Differenza Donna ONG.

Il corso

Il corso di formazione è rivolto ad operatori/ci Servizi Sociali, personale Forze dell’Ordine, psicologi/ghe, avvocati/e, esponenti della magistratura, operatori/ci Centri Antiviolenza e Case Rifugio, giornalisti/e, con l’obiettivo di:

  • fornire strumenti di analisi socio-culturale, approfondimenti giuridico-istituzionali a livello nazionale e internazionale, in tema di violenza assistita e di femminicidio
  • esaminare la pratica di accoglienza e di accompagnamento nella elaborazione del trauma dei minori e delle minori
  • presentare e comparare buone pratiche esistenti nel sostegno ai/lle minori vittime di violenza assistita e agli orfani e alle orfane di femminicidio al fine di implementarne le linee guida.

Il corso è articolato in 10 moduli con docenze frontali e con metodologia interattiva e si svolgerà ogni  giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30 rigorosamente supiattaforma online. La frequenza è obbligatoria per il 70% e sono riconosciuti crediti formativi per avvocate/i.

La partecipazione al Corso è a titolo gratuito ed è possibile iscriversi entro il 7 maggio 2021 scrivendo a dammilamano@differenzadonna.it.

I docenti e le tematiche

Le docenze saranno tenute da relatrici e relatori esperti nella tematica della violenza di genere e della violenza assistita ai danni di minori e adolescenti:

  • Dott.ssa Ercoli Elisa, Presidente Differenza Donna ONG
  • Avvocata Teresa Manente, Responsabile Ufficio legale Differenza Donna ONG, consulente commissione d’inchiesta sul femminicidio presso il Senato
  • Avvocata Ilaria Boiano, Esperta in immigrazione - Ufficio legale Differenza Donna ONG
  • Avvocata Marta Cigna, Ufficio legale Differenza Donna
  • Dott.ssa Sabrina Frasca, Responsabile Progetti Differenza Donna ONG
  • Dott.ssa Maria Spiotta, Responsabile per Differenza Donna ONG del Numero Nazionale di pubblica utilità Antiviolenza & Stalking 1522 del Dipartimento per le pari opportunità
  • Dott.ssa Rosalba Taddeini, Psicologa esperta e Responsabile Osservatorio Nazionale sulla violenza contro su donne con disabilità - Differenza Donna ONG
  • Dott.ssa Cristina Ercoli, Responsabile Centro Antiviolenza Viale di Villa Pamphili - Differenza Donna ONG
  • Dott.ssa Caterina Pafundi, Responsabile Centro Antiviolenza Aretusa (SA) - Differenza Donna ONG
  • Dott.ssa Michela Masucci, Responsabile Centro Antiviolenza Leucosia di Salerno - Differenza Donna ONG
  • Dott.ssa Arianna Gentili, Responsabile Centro Antiviolenza La Sibilla - Differenza Donna ONG
  • Dott.ssa Barbara Pelletti, Psichiatra e Psicoterapeuta
  • Dott.ssa Lella Palladino, Sociologa e Fondatrice Cooperativa sociale E.V.A.
  • Dott.ssa Stefania Prandi, Giornalista, scrittrice, reporter
  • Prof. Linda Laura Sabbadini, Direttrice centrale dell'Istat e Chair del Women20
  • Dott.ssa Daniela Cirulli, Vice Presidente dell'Ordine degli Assistenti sociali del Lazio
  • Dott.ssa Elvira Reale, Psicologa esperta di salute della donna e Direttrice scientifica dell'Associazione Salute Donna
  • Dott.ssa Agnese Allasia, testimone famiglie affidatarie orfani di femminicidio
  • Dott.ssa Maria Monteleone, già Procuratrice aggiunta Procura di Roma e consulente commissione d’inchiesta sul Femminicidio del Senato
  • Dott. Francesco Monastero, già Presidente del Tribunale di Roma
  • Dott.ssa Marisa Mosetti, Giudice Tribunale di Roma, Sez. specializzata
  • Dott.ssa Paola Di Nicola, Giudice Tribunale di Roma, consulente commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato
  • Dott.ssa Aprea Barbara, Sostituta Procuratrice Procura della Repubblica Napoli
  • Dott. Francesco Menditto, Procuratore della Repubblica di Tivoli
  • Dott. Rocco Alfano, Procuratore aggiunto Procura della Repubblica di Salerno
  • Dott.ssa Paola Conti, Procuratrice aggiunta Procura della Repubblica di Viterbo
  • Dott. Giuseppe De Falco, Procuratore della Repubblica di Latina
  • Dott.ssa Claudia Maone, Sostituta Procuratrice Procura della Repubblica Napoli
  • Dott.ssa Marta Ienzi, Presidente Sezione Famiglia Tribunale di Roma
  • Dott.ssa Vittoria Bonfanti, Sostituta Procuratrice Procura della Repubblica Roma
  • Dott.ssa Francesca Ceroni, Procuratrice Generale presso Corte di Cassazione
  • Dott.ssa Monica Velletti, Presidente sezione famiglia Tribunale di Terni
  • Dott.ssa Elisabetta Pierazzi, Giudice sezione famiglia Corte d’Appello di Roma
  • Dott.ssa Francesca Stilla, Giudice presso Tribunale per i minorenni Roma
  • Dott.ssa Emilia De Bellis, Sostituta procuratrice presso Tribunale per i minorenni di Roma
  • Dott.ssa Filomena Albano, Giudice sezione famiglia Tribunale di Roma

Queste di seguito sono le tematiche trattate durante il corso:

  • Politiche della famiglia in Italia e i ruoli all’interno del nucleo familiare
  • Fenomeno della violenza maschile nelle relazioni intime: inquadramento storico sociale, epidemiologia, ruoli e stereotipi, analisi femminista del fenomeno.
  • Le diverse forme della violenza e i suoi effetti sul corpo e sulla mente
  • La violenza nell’intersezionalità: donne con disabilità, donne migranti, coppie LGTB
  • Femminicidio: il fenomeno strutturale storico nell’analisi femminista e conseguenze sociali, economiche e politiche
  • La violenza diretta e assistita sui figli minorenni e orfani/e di femminicidio: le conseguenze fisiche, psichiche, sociali
  • Il trauma del lutto dei figli, delle figlie orfani/e e delle famiglie della donna uccisa e le modalità di elaborazione
  • L’affido degli orfani: famiglie affidatarie, istituzioni sociali
  • I percorsi di uscita dalla violenza: ruolo e missione dei Centri antiviolenza, delle Case Rifugio e della Rete antiviolenza
  • Rischio di recidiva della violenza e gli strumenti di analisi: SARA, ISA, THAIS
  • Rete e ruolo del tavolo interistituzionale
  • La violenza di genere: fattispecie giuridiche e strumenti di protezione
  • Coordinamento tra provvedimenti civili e penali nella tutela dei minori: art. 609 decies c.p.
  • Il Tribunale per i minorenni nella prassi e il ruolo dei servizi sociali nei casi di violenza assistita
  • L’affidamento degli orfani di femminicidio e la figura del tutore
  • Gli strumenti di sostegno economico ed assistenziale: le figure di riferimento, il ruolo degli enti pubblici

Il progetto

Il progetto Dammi la mano, sostenuto dal Dipartimento per le Politiche Familiari della Presidenza del Consiglio, si avvale dell'esperienza trentennale dell’Associazione Differenza Donna nei Centri anti-violenza e nelle Case Rifugio. Sul campo, l’Associazione ha maturato una profonda consapevolezza circa i danni psico-fisici subiti dai bambini e dalle bambine che vivono e assistono in contesti familiari violenti. Espropriati della loro infanzia e resi vulnerabili dal susseguirsi di episodi di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale perpetrati contro la propria madre con il rischio di escalation che li possono rendere orfani e orfane di femminicidio.

Dammi la mano intende sostenere i loro diritti per non ignorare le loro sofferenze e difficoltà. Per questo individua nella formazione degli operatori e operatrici nei diversi settori che entrano in contatto con loro, un forte passaggio per promuovere azioni e interventi precoci di elaborazione del trauma con sostegno specializzato. Intende così mettere in campo azioni di rete che possano contrastare efficacemente la piaga sociale della violenza assistita, favorendo la diffusione di buone pratiche in grado di garantire la giusta protezione e la concreta fuoriuscita da ogni forma di violenza per i più piccoli, per gli/le adolescenti. Inoltre intende portare alla luce la precaria condizione e offrire un adeguato sostegno agli orfani e alle orfane speciali e alle loro famiglie affidatarie.

Dal testo del Progetto si riportano le principali attività previste e/o in atto: "Attività di accoglienza: sono rivolte ai minori e alle minori vittime di violenza assistita, agli orfani e alle orfane di crimini domestici e alle loro famiglie affidatarie, col fine di individuare e promuovere interventi concreti di inclusione sociale e di sostegno, anche attraverso l’avviamento a servizi specializzati attivi sul territorio. Attività di networking: azioni sinergiche e partecipative con la Rete dei territori di riferimento allo scopo di mettere in rete gli attori che a vario titolo (magistratura, ASL, servizi sociali, associazioni di familiari) si occupano di violenza domestica, violenza su minori vittime di violenza assistita e di orfani/e di femminicidio. Il Progetto intende intervenire per mettere in evidenza lo stretto collegamento tra la violenza subita dalle madri e le gravi conseguenze di tipo comportamentale, psicologico, fisico, sociale e cognitivo sui figli e sulle figlie che vi assistono, danni che, sappiamo, si protraggono anche nel lungo termine. Attività di sensibilizzazione, informazione e formazione: sono rivolte alle Istituzioni, al Terzo Settore e alla Società Civile, con l’obiettivo di prevenire il problema della violenza assistita e diffondere conoscenza e consapevolezza sulle sue specificità e cause strutturali. Differenza Donna è consapevole della difficile emersione e della minimizzazione della violenza a cui i/le minori assistono tra le mura domestiche e ritiene che in realtà esista una quantità “sommersa” di minori che, silenziosamente e ogni giorno, subiscono violazioni dei loro diritti fondamentali. Attività di promozione di iniziative pubbliche e mediatiche: sono volte al cambiamento dei comportamenti socio-culturali delle donne e degli uomini, ad eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata su modelli stereotipati e pregiudizievoli riguardo alla violenza sulle donne. Le conseguenze dei crimini domestici che colpiscono bambine e bambini da tempo non possono più essere considerate come danni minori, occasionali o collaterali. Studi specialistici ne riconoscono la valenza strutturale strettamente connessa al permanere di una cultura patriarcale e prevaricatrice che considera i diritti delle donne e dei/lle figli/e come elementi trascurabili e secondari nell’ambito di relazioni familiari violente.

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