Scuola: l'appello per non riaprire e l'ordinanza impugnata dall'Aivec

Ecco l'appello di Libero Tassella di Scuola Bene Comune e Cecilia Fontanella di Scuola, sicurezza e salute senza colore politico

Dal 4 dicembre all'11 gennaio si chiudano le scuole in presenza di ogni ordine e grado in tutto il Paese garantendo la didattica a distanza che è scuola a tutti gli effetti in tempi di pandemia. 

E' l'appello di Libero Tassella di Scuola Bene Comune e Cecilia Fontanella di Scuola, sicurezza e salute senza colore politico che sottolineano come, a differenza delle scuole secondarie, nelle scuole dell'infanzia, nelle scuole primarie e in prima media i docenti vadano a scuola regolarmente e si pratichi la didattica in presenza per motivi di babyparking, come è  emerso anche da certe dichiarazioni improvvide della stessa Ministra Lucia Azzolina e non solo. "Questo è stato ed è certamente un volano per i contagi, favorendo così il diffondersi del virus Sarscov-2  tra docenti, studenti e famiglie creando nuove catene di contagio. - scrivono - Non è certo un mistero che la ripresa dell'anno scolastico tra il 14 e il 28 settembre è coincisa, appena due settimane dopo, con l'inizio della nuova fase pandemica in Italia. Ben poca cosa in confronto era stata la pandemia del periodo vacanziero di luglio - agosto che ha comunque dato il "lá" alla seconda fase. Crediamo sia lapalissiano che la scuola non sia affatto sicura, malgrado i protocolli del CTS,  ma che anzi sia un formidabile luogo di concentrazione, smistamento e diffusione del virus, insieme ai trasporti.Mancano volutamente da parte del MI i dati su contagiati tra docenti, Ata, studenti, numero di classi e scuole chiuse per quarantena fino a questo momento, tuttavia appare evidente come ospedali, scuole, trasporti, caserme, RSA, dormitori, conventi, siano i luoghi dove il virus si diffonde maggiormente".

L'appello

Preghiamo gli amministratori locali di pensare e di non riaprire o rispondere alle insistenze del Governo centrale. Ci chiediamo perché in queste condizioni previsionali dobbiamo riaprire le scuole? Sicurezza per tutti, anche per infanzia primaria e classi prime della secondaria di secondo grado. Tra 10 giorni conteremo nuovi positivi tra docenti di questi gradi, bambini piccoli e loro famiglie. Bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Solo così potremmo godere di un Santo Natale stando ciascuno a casa propria a godersi l'intimità familiare.

L'ordinanza impugnata

L'associazione A.I.V.E.C, apolitica e apartitica, senza scopo di lucro ha prestato particolare attenzione alle voci di tutti coloro che richiedevano la didattica a distanza, unico strumento utile al fine di conciliare il diritto allo studio con la tutela alla salute.

La nota

Negli ultimi giorni sono pervenute alla richiedente associazione molteplici richieste di intervento volte anche all’impugnazione dell’ordinanza n. 92 del 23.11.2020 nella parte in cui si stabilisce che: “con decorrenza dal 25 novembre 2020, è consentita la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni) nonché l’attività didattica in presenza della prima classe delle scuole primarie”.

A tal fine l’A.I.V.E.C. ha impugnato l’ordinanza 92 per quanto di ragione l’ordinanza 93 per violazione del principio di precauzione, per eccesso di potere connesso alla violazione di legge dell’art. 3 legge 241/90 – Motivazione apparente, per violazione del principio dell’affidamento con riferimento agli art. 2, 3, 97 Cost. - Violazione del principio di ragionevolezza e di imparzialità.

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