Scuola: la riapertura "divide" i genitori campani, Battipaglia sospende le attività fino al 1° dicembre

Settecento famiglie della Campania hanno indirizzato una lettera al presidente De Luca, auspicando un ripensamento circa la ripresa dell'attività didattica. Di tutt'altro avviso il Coordinamento Scuole aperte Campania

Riflettori puntati sulla scuola dell'infanzia e primaria in Campania, tra riaperture e slittamenti dettate dai sindaci e dubbi delle famiglie degli alunni. A Battipaglia, il sindaco Cecilia Francese ha disposto la sospensione delle attività educative in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni), nonché le attività didattiche in presenza delle prime classi della scuola primaria, sino al 1° dicembre. A seguito delle istanze presentate dai Dirigenti scolastici nel  corso della seduta della III° Commissione Consiliare, tenuta nella giornata di giovedì 19 novembre, e della difficoltà per gli stessi in ordine allo screening programmato dall’Unità regionale, l'ordinanza prevede, inoltre, che entro il 1° dicembre, dovranno essere acquisiti i dati ufficiali locali dello screening programmato dall’unità locale di Crisi regionale, a mezzo di somministrazione di tamponi antigenici, su base volontaria, al personale docente e non docente delle classi interessate, nonché agli alunni e ai relativi familiari conviventi. Va ricordato che il dato epidemiologico ufficiale relativamente alla città di Battipaglia individua in 445 le persone attualmente contagiate al Covid19, di cui ben 13 di essi sono ricompresi in una fascia di età 0-7 anni.

La lettera

Intanto, circa settecento famiglie della Campania hanno indirizzato una lettera al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, auspicando un ripensamento circa la ripresa dell'attività didattica in presenza. Ecco il testo:
 

Egregio Presidente De Luca, 
Chi la scrive è un gruppo di oltre settecento famiglie che vuole esprimere, ahi noi, tutto il disappunto per quanto riguarda la riapertura delle scuole. Lei che è stato l’unico lungimirante nella chiusura, lei che per primo ha capito che le scuole sono detonatori di contagio, che i ragazzi trasmettono il virus in famiglia, come ha mai potuto prendere questa decisione? Lei che è stato faro illuminante nel periodo Covid, come può ora voltare le spalle alla salvaguardia della salute dei bambini e dei ragazzi? Lei, uomo di cultura prima che politico, si è arreso alla logica do ut des con L’avvicinarsi del periodo Natalizio? Ci spieghi per cortesia, quale logica perversa c'è dietro una riapertura fatta con uno screening farlocco di test antigeni che non servono a nulla ! Ci spieghi come dobbiamo sentirci sicuri in una regione dove non si sa a quale santo votarsi per un tampone molecolare, (l’Asl quando tutto va bene arriva dopo una settimana!) e lei ci insegna che il Covid non aspetta, che le cure vanno iniziate tempestivamente ! E allora Presidente, di cosa vogliamo parlare? Con quale coscienza sta aprendo le scuole? Siamo stanchi di combattere a mani nude , stanchi e stremati da una situazione economica, sociale e ospedaliera da terzo mondo! Ci tuteli almeno sulla chiusura totale della scuole! E se proprio le deve riaprire che si dia la possibilità di scelta tra le frequenza in presenza e la dad, perché caro presidente noi i bambini a scuola in queste condizioni non li mandiamo. Non è un capriccio il nostro, tantomeno uno slogan: è la dolorosa scelta cui ci vediamo costretti, quella tra la salute dei nostri figli e il diritto allo studio. Un solo grido s’innalza dai genitori della Campania stamane: vergogna! 

Non ci saranno cavalli di Frisia che basteranno, e si ricordi che noi non ci staremo a guardare e non saremo lumachine della vanagloria come tanti di voi politici politicanti che dall’alto delle vostre poltrone continuate a giocare con la vita e l’economia delle delle famiglie che, permettetecelo di dire, sono quelle che quotidianamente e con immensa dignità (senza chiedere nulla anzi indebitandosi) operano il miracolo di portare avanti la propria famiglia, il proprio comune, la propria regione e la propria Nazione. Un ultimo memorandum ad oggi la popolazione scolastica non è riuscita a vaccinarsi per l’influenza a causa della mancanza di vaccini, le ricordiamo che gennaio e febbraio sono alle porte e con essi anche il periodo influenzale, non è difficile prevedere cosa accadrà.

Di tutt'altro avviso, il Coordinamento Scuole aperte Campania che ha puntato l'attenzione sullo screening volontario per personale e alunni e ha diffuso una nota soffermandosi sulla necessità di riaprire le scuole:

Con l'Ordinanza n.90/2020, la Regione ha predisposto uno screening volontario con tampone antigenico per il personale della Scuola e degli alunni fino a 6 anni e dei loro genitori immaginando la riapertura delle Scuole in presenza per l’Infanzia e le classi prime della primaria a partire dal 24 novembre.  Per prenotarsi al test è stato predisposto un numero verde che però è costantemente occupato. Oltre alla lunga attesa, i genitori che sono riusciti ad avere risposta sono stati invitati a lasciare un riferimento telefonico per poi essere richiamati e conoscere la data dell’appuntamento. Ma ad oggi non abbiamo notizie positive in merito. Nelle ultime ore sappiamo che l’Asl sta cercando di ovviare a tale problema predisponendo delle Unità mobili all’interno delle Scuole che ne fanno richiesta ma il tutto con tempi lunghi che stanno scoraggiando sin dalle prime ore tanti genitori. 

In questi giorni peraltro è nato un movimento web che promuove la chiusura delle scuole chiuse in Campania anche dopo il 24 Novembre e che annovera tra gli organizzatori e i membri molti docenti. Riteniamo gravissimo che dipendenti del MIUR stiano assumendo addirittura un ruolo attivo in questo senso, sia dal punto di vista deontologico che professionale. 
Inoltre, il caso Lombardia che, da molti più giorni rispetto alla Campania è zona rossa, ci dimostra come le scuole aperte non hanno comportato l'aumento dei contagi che sono già scesi, tanto che si parla di declassamento della Regione alla zona arancione. Noi riteniamo, invece, che in un mese in cui tutto è rimasto aperto e, paradossalmente, i ragazzi potevano andare al bar o in altri luoghi di aggregazione, oltre ad aver costretto tanti genitori a lasciare i propri figli a casa di nonni, amici o con una baby sitter ma non in classe, la chiusura delle scuole ha semmai peggiorato la situazione. 

Ad oggi sappiamo solo quello che l'Assessore regionale all'Istruzione ha dichiarato in diretta Facebook, ovvero che lunedì 23 si deciderà se i dati raccolti dallo screening volontario permettono l'apertura delle scuole il 24. Decideranno se aprirle dalla sera alla mattina, esattamente come quando sono state chiuse, non permettendo ai genitori nessun tipo di organizzazione familiare rispettando i tempi e le emozioni dei più piccoli.  E nel frattempo le ludoteche continuano ad essere aperte offrendo a pagamento intrattenimento ludico e assistenza ai bambini per la Didattica a distanza!  L’approccio verso il mondo Scuola continua a non essere eticamente corretto innanzitutto nei confronti dei bambini e ragazzi campani e poi verso le famiglie. Tra ordinanze continue e confusionarie e dopo essere stati gli unici in tutta Europa ad aver avuto le Scuole aperte solo per due settimane, noi crediamo che a Scuola si debba tornare in sicurezza, con tutti i protocolli già adottati, come il 28 settembre cercando di avere ancora più attenzioni nell’uso della mascherina in classe ed evitando assembramenti davanti le scuole durante gli ingressi e le uscite. 

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