Esposizione dei materiali archeologici conservati presso l'Ateneo di Fisciano

Si tratta di oggetti già collocati presso il Rettorato, provenienti da Paestum e in custodia in Ateneo sin dai tempi del Rettore Gabriele De Rosa e di Mario Napoli, l'archeologo noto per la scoperta della Tomba del Tuffatore e per la Porta Rosa a Velia

Al Campus di Fisciano sono iniziati i lavori di allestimento per un'esposizione dei materiali archeologici conservati presso l'Università degli Studi di Salerno. Si tratta di oggetti già collocati presso il Rettorato, provenienti da Paestum (città e necropoli) e in custodia in Ateneo sin dai tempi del Rettore Gabriele De Rosa e di Mario Napoli, l'archeologo noto per la scoperta della Tomba del Tuffatore e per la Porta Rosa a Velia, già docente dell'Università e già Soprintendente di Salerno negli anni Settanta.

L'allestimento

Il nuovo allestimento, curato dagli archeologi della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici UNISA, oltre ad una nuova esposizione dei vasi figurati e delle terrecotte di Paestum, si arricchirà di oggetti romani e medievali provenienti da Capaccio (uno dei più antichi scavi della nostra Università), dalla città di Salerno (dal centro storico e dal Castello di Arechi) e da Mercato San Severino (dal Castello medievale e da Rota). Una sezione (Archeologia in Campus), da allestire presso la Direzione Generale del Rettorato, sarà dedicata ai materiali delle ville romane indagate dagli archeologi dell'Università durante i lavori di ampliamento del Campus. I materiali esposti segnano alcune delle tappe delle ricerche archeologiche dell'Università. che oggi coordina cantieri di scavo in diversi centri della Campania, in particolare a Paestum, e all'estero (Grecia). dove si formano studenti della triennale, della magistrale, del dottorato e della Scuola di Specializzazione in beni archeologici.

Nella foto dell'articolo uno degli oggetti esposti. Si tratta di una testina in terracotta databile tra la fine del IV e il III sec. a.C. proveniente da Paestum, probabilmente dal Santuario meridionale dove erano diffuse all'interno di depositi votivi. Le testine, parte di figure intere, rappresentavano nei santuari la fedele offerente, anche se sono note anche da corredi di tombe femminili come rappresentazione della defunta.

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