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"Giornata della Terra": la raccolta firme di Legambiente contro il consumo del suolo

In occasione della Giornata della Terra, l'associazione ambientalista ha deciso di organizzare una mobilitazione per raccogliere firme per la petizione People4Soil che chiede una lesiglazione comunitaria sul consumo del suolo

Michele Buonomo

Il consumo di suolo nella provincia di Salerno costa quasi 13 milioni di euro l'anno ed è per questo che Legambiente, in occasione della Giornata della Terra del 22 aprile, ha deciso di promuovere la grande raccolta firme People4Soil per una legislazione comunitaria sul suolo. La Campania, secondo i dati Ispra sul consumo del suolo in Italia, è una delle regioni più colpite dal fenomeno che consiste in una delle più insidiose ed irreversibili forme di degradazione del territorio con costi nascosti provacati dalla trasformazione forzata del territorio. Secondo lo studio, infatti, nella nostra provincia, a partire dal 2016, i cittadini pagano circa 13 milioni di euro per fronteggiare le conseguenze del consumo del suolo degli ultimi 3 anni (2012-2015). Seguono la provincia di Caserta e quella di Napoli, rispettivamente con 12 e con 10,5 milioni di euro di costi annuali mentre chiudono la speciale classifica le province di Benevento ed Avellino con soli 5 milioni di euro.

La petizione, che può anche essere firmata sul sito salvailsuolo.it, chiede che l'Unione Europea introduca una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come un patrimonio comune. “Per frenare il consumo di suolo - spiega Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania - c’è bisogno di norme e regole efficaci, azioni e strategie concrete non più rimandabili e che mettano al centro la rigenerazione urbana e il suolo inteso come bene comune e preziosa risorsa da tutelare.Una politica attiva a difesa del suolo è anche una politica di sicurezza e sviluppo economico, oltre che di mitigazione e adattamento climatico. La questione riguarda da molto vicino il benessere e la salute di tutti noi. Esempio concreto arriva dal Cilento, dove l'Amministrazione di San Giovanni a Piro con una delibera di Giunta ha scelto di dire stop ai permessi di costruire, optando a chiare lettere per la crescita edilizia zero nella frazione marinara di Scario. Una scelta politica lungimirante che che punta a mantenere il più possibile intatto il territorio, puntando sul recupero e e manutenzione delle volumetrie esistenti . La vera arte edilizia – conclude Buonomo - consiste nel restaurare, risanare e consolidare ciò che il tempo e l’incuria degli uomini ha avviato al degrado ed alla fatiscenza".

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