Pendolaria 2019: secondo i dati Legambiente il trasporto pubblico campano è al collasso

Secondo il dossier Pendolaria in Campania sono 350 i treni in servizio nella regione con convogli di età media pari a 19,7 anni; il 65,2 % dei treni circolanti ha più di 15 anni. Inoltre, tra 2010 e il 2019 il costo per i pendolari è aumentato

Ancora una volta il reporto Pendolaria di Legambiente dipinge un quadro molto negativo per la mobilità pubblica della nostra regione. La fotografia peggiore è data dall'ex Circumvesuviana che si classifica come linea pendolare peggiore in Italia con la Roma Nord-Viterbo e la Roma-Ostia Lido a completare il podio delle 10 linee pendolari peggiori d’Italia.

I dati

Secondo il dossier Pendolaria, elaborato da Legambiente, in Campania sono 350 i treni in servizio nella regione con convogli di età media pari a 19,7 anni; il 65,2 % dei treni circolanti ha più di 15 anni. Inoltre, tra 2010 e il 2019 il costo per i pendolari è aumentato notevolmente (+48,4%) senza che a questo corrispondesse un cambio dell’offerta in termini di qualità e quantità( taglio dei servizi del 15%).

I dati peggiori, come già specificato, provengono dalla ex ferrovia Circumvesuviana. I numeri sul servizio, relativi ai primi cinque mesi del 2019, confermano la drammatica condizione dei viaggiatori sulle linee EAV (Ente Autonomo Volturno) l’holding, con socio unico la Regione Campania, dove nel 2013 sono confluite Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e Metrocampania NordEst. Nel 2019 da inizio gennaio a fine giugno sono state 1.634 le corse cancellate. Nei primi sei mesi del 2018 erano state 340. Altro record negativo è quello relativo ai ritardi, con una media di 5,36 minuti rispetto ai 5,25 del 2018 ed un totale di 240.333 minuti di ritardo nei primi sei mesi del 2019, contro i 235.309 nel 2018. La peggiore linea è risultata essere la Napoli-Sorrento con una media ritardo di 8,44 minuti (e quindi picchi molto maggiori) mentre più della metà delle soppressioni dei treni, 926 sul totale delle 1.634, sono totalizzate da due sole linee: Napoli-Sarno e Napoli-Poggiomarino. Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono quasi dimezzati, con 296 corse sulle varie linee. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta e inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 50 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari, costretti ancora a viaggiare ammassati. Basti dire che rispetto al 2012 i passeggeri ogni giorno sulla Circumvesuviana si sono ridotti del 22% (fermi da alcuni anni a 93mila viaggiatori al giorno).

Il commento

"Quando si parla di incompiute in Italia - ha commentato Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania - ci si concentra sempre sulle grandi opere, senza guardare a quelle più urgenti che sono proprio dove c’è larga parte della domanda di trasporto nel nostro Paese. Il rilancio della mobilità su ferro nelle città e la condizione che vivono i pendolari devono diventare una priorità dell’agenda politica nazionale. Oggi questo purtroppo non avviene. Al nuovo ministro dei Trasporti Paola De Micheli chiediamo di dedicare ai pendolari almeno la stessa attenzione che ha messo in questi mesi per il rilancio dei cantieri delle grandi opere. La situazione che si vive sulle linee peggiori d’Italia è inaccettabile, al Ministro chiediamo di esercitare un vero potere di controllo, verifica ed intervento rispetto alle situazioni di più grave disagio, arrivando a commissariare le linee peggiori. Sono infatti in larga parte le risorse statali a garantire il servizio di queste linee e i diritti dei cittadini alla mobilità devono essere garantiti. È necessario un cambio di passo radicale. I pendolari sono stanchi di inaugurazioni di nuovi treni, di promesse o annunci di avvio di lavori - ha concluso - vogliono certezze e segnali concreti visto che ad aumentare oltre alle tariffe sono i disagi quotidiani, mentre sono totalmente assenti i miglioramenti attesi da anni".

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