Trasporti e logistica ai tempi del Covid-19: il punto di Domenico De Rosa (Smet)

De Rosa: "Trasporti e logistica sono stati dimenticati dal Governo: nessuna misura è stata adottata a sostegno di questi settori. Sono profondamente amareggiato per la disattenzione registrata"

Domenico De Rosa

Il settore dei trasporti e della logistica non si è fermato in questi mesi di lockdown, pure con tutte le problematiche del caso. Ad affrontare l'argomento è stato Domenico De Rosa, CEO del gruppo Smet e presidente del gruppo autostrade del mare di ALIS, l’associazione che riunisce le imprese della logistica, che ha denunciato le difficoltà del settore lasciato da solo ad affrontare costi alti, dogane ostili, il sacrificio e la paura di contagio degli autisti.

La denuncia

"Trasporti e logistica sono stati dimenticati dal Governo: nessuna misura è stata adottata a sostegno di questi settori. Sono profondamente amareggiato per la disattenzione registrata – ha aggiunto – Parliamo di un settore che meriterebbe ben altra attenzione: rappresenta infatti il 10% del PIL nazionale ed è strategico per il Paese, come è stato evidente proprio negli ultimi due mesi durante la grave emergenza Covid".

"Non ci siamo fermati ma abbiamo lavorato con grande difficoltà. In poche parole abbiamo dovuto garantire le consegne, pur lavorando con mille ostacoli. Smet, ribadisco, ha continuato a operare in maniera regolare offrendo il trasporto come sempre, e servizio intermodale, marittimo, ferroviario e stradale. Anche a costo di grandi inefficienze. Abbiamo lavorato in perdita. E non esagero. Poiché è del tutto saltato lo schema dei bilanciamenti dei flussi nazionali e internazionali. Mi spiego. Le diverse regolamentazioni di lockdown nei diversi Paesi e la ridotta e difficile mobilità internazionale ci hanno penalizzato molto. Abbiamo avuto a esempio la Spagna che ha continuato a produrre ed esportare anche in Italia. Ma qui in Italia, dove il lockdown è stato più rigido, non c’era merce da trasportare perché il camion o il treno ritornassero carichi in Spagna. In Germania e accaduto altrettanto. Insomma, gli altri Paesi europei hanno adottato chiusure selettive, il motore è rimasto acceso, mentre in Italia la chiusura è stata quasi totale".

Le perdite

"Abbiamo subito una perdita di efficienza dei trasporti quasi del 100%. Poiché sono cresciuti i costi rispetto ai ricavi - ha spoegato De Rosa - Ma poi c’è anche altro. Nei giorni della grande diffusione del virus abbiamo cercato di dare fiducia e sicurezza agli autisti, ma eravamo molto preoccupati. E poi i tir e la merce bloccati alle dogane. È stato un incubo. In questa nuova fase è delicatissima la ripartenza, per i numerosi rischi che comporta. Del resto c’era bisogno di rimettere in moto il Paese, sia pure gradualmente. Mi auguro che tutti sappiano adottare con rigore le misure di sicurezza nel rispetto delle prescrizioni di legge. Senza dubbio, un secondo lockdown colpirebbe in maniera irreparabile l’economia in Italia".

La sicurezza

Per quanto riguarda la sicurezza, sono stati adottati tutti i DPI prescritti: "Invitiamo il personale che lavora per il gruppo a rispettare il distanziamento. Ma sono anche dell’idea che dobbiamo guardare in avanti e adottare modus vivendi e operandi nuovi per evitare la diffusione del contagio. In questa chiave ritengo che si debba incrementare il trasporto intermodale. E senza dubbio questo è un obiettivo del gruppo Smet. Il trasporto intermodale comporta un minore coinvolgimento di persone per ciascun viaggio. Su una nave con un equipaggio di circa 15 persone, viaggiano fino a 250 camion. Se invece si sceglie il treno, è possibile caricarvi 32 camion. È chiaro che in questo modo si evitano contatti e quindi contagi". L'intermodalità, secondo Smet, è la strada da percorrere: "La abbiamo intrapresa da tempo. Nel 2019 il 50% del nostro traffico era intermodale. Nel 2020 raggiungeremo l’80% e per fine 2021 puntiamo al 100%".

La ripresa

Per intraprendere la ripresa si deve partire dai crediti da riscuotere: "La norma che impone i pagamenti entro 60 giorni è stato oggetto di forte speculazione: causa epidemia i pagamenti sono stati  rinviati, anche i pagamenti per servizi prestati prima del Covid. E noi aziende di autotrasporto siamo diventare una sorta di fisarmonica finanziaria per imprese manifatturiere e per distributori. Per ovviare a questo ulteriore problema abbiamo proposto di rendere indeducibile il costo del trasporto per coloro che lo pagano oltre la scadenza. Aspettiamo qualche risposta".

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