Pubblica Amministrazione, il Senato uno spiraglio per i precari. Soddisfatta la Cisl

Antonacchio: "La proroga dei contratti a tempo determinato è un passo importante, ma ora serve un confronto urgente sulle tante questioni aperte nel pubblico impiego"

Una boccata di ossigeno arriva da Roma per i precari della pubblica amministrazione. E' di ieri, infatti,  l’approvazione definitiva da parte del Senato della legge di riconversione del decreto che prevede la proroga al 31 dicembre 2013 degli incarichi  a tempo determinato. Una decisione che suscita l'immediata reazione del segretario generale della Cisl Fp di Salerno Pietro Antonacchio: "La proroga dei contratti a tempo determinato è un passo importante,  ma ora serve un confronto urgente sulle tante questioni aperte nel pubblico impiego. A partire da gestione del personale, relazioni sindacali e contratti”.   

Le quattro federazioni del pubblico impiego (Cgil Fp – Cisl Fp – Uilflp – Uil Pa) hanno, infatti, scritto al ministro Gianpiero D'Alia per sollecitare la riapertura del tavolo con il Dipartimento della Funzione pubblica e la ripresa degli accordi del maggio 2012: “Sui lavori flessibili - sottolinea Antonacchio - bisogna superare l’emergenza attraverso una regolamentazione complessiva, sia legislativa che contrattuale, che riguardi le diverse tipologie di contratto e che tenga conto delle specificità dei comparti”.

E  poi ci sono le priorità. In primo luogo la gestione del personale e in particolare i lavoratori in soprannumero o a rischio esubero: “La legge sulla spending review ha previsto l’esame congiunto. É necessario aggiornare rapidamente la normativa sia per chiarire i casi in cui la soluzione delle crisi finanziarie delle amministrazioni possano essere affrontate dichiarando gli esuberi, sia per perfezionare i meccanismi di mobilità e riqualificazione .  L’atto di indirizzo all’Aran va profondamente rivisto. Per riorganizzare davvero la pubblica amministrazione occorre più trasparenza – nella gestione, nei bilanci, nella disponibilità dei dati – e più partecipazione da parte dei lavoratori”.

Infine la questione contrattuale: “Il blocco del contratto nazionale va superato e va definito un percorso per un rinnovo contrattuale cui i lavoratori pubblici hanno diritto, sia per la parte normativa che per quella economica. E’ necessario - conclude Antonacchio - consentire il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori pubblici, fortemente eroso dall’inflazione registrata e dai blocchi retributivi reiterati”.

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