Primo maggio alle porte, l'auspicio e le riflessioni della Csa Fiadel e delle Acli

Rispoli: "L'emergenza Covid-19 non deve far passare in secondo piano le vertenze ancora in atto in provincia di Salerno". L'auspicio del presidente della Provicia, Michele Strianese

Rispoli

Il primo maggio è ormai alle porte. A puntare i riflettori sulla Festa del Lavoro, è il presidente della Provincia Michele Strianese, seguito da Angelo Rispoli, segretario della Csa Fiadel di Salerno.

Centralità di lavoro e persone

"Il 1 maggio 2020 arriva in un momento nevralgico della nostra vita, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di molti di noi -. commenta Strianese - È un primo maggio segnato dalla quarantena nazionale e dal distanziamento sociale come vuole la normativa nazionale e regionale per il Covid19. E voglio subito ringraziare i tantissimi lavoratori che hanno attraversato la pandemia, con grande senso di responsabilità, tenendo in piedi un intero Paese. Sicuramente il virus ha cambiato tante cose, ma ha sconvolto soprattutto tutto il mondo del lavoro. Penso alle lavoratrici e ai lavoratori, tantissimi in ogni comparto, che con abnegazione, con serietà e senso di solidarietà non si sono mai fermati. Nel caos dell’emergenza sanitaria mi vengono in mente per esempio alcune professioni molto diverse fra loro, ma che hanno letteralmente sostenuto le nostre comunità: da una parte il personale sanitario, medici, infermieri, addetti alle pulizie, dall’altra gli operatori della logistica, i rider e i driver che hanno permesso gli approvvigionamenti essenziali e la consegna a casa a chi non poteva uscire. Tutti lavoratori che hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo fondamentale. E con loro tutti gli addetti della grande distribuzione, le forze dell’ordine, gli addetti al settore dei trasporti, i lavoratori dell’agroalimentare, tutto il lavoro pubblico, che anche in smart working ha continuato ad assicurare i servizi essenziali, gli insegnanti che con le loro lezioni on line stanno tutt’ora facendo i salti mortali per tenere viva l’attenzione dei loro studenti, senza lasciare nessuno indietro. E ancora moltissimi altri lavori che in queste settimane ci hanno consentito di vivere una vita con una parvenza di normalità".

La raccomandazione

"Noi restiamo a casa, e soprattutto continuiamo a farlo fino a che potremo uscire in maniera graduale - prosegue Strianese - Intanto però, tutti noi dobbiamo ringraziare queste lavoratrici e questi lavoratori, donne e uomini ai quali non solo va la nostra eterna riconoscenza per la professionalità e lo spirito di sacrificio dimostrati, ma per i quali dobbiamo imparare a chiedere trattamenti più coerenti al loro ruolo indispensabile. Non parlo solo di riconoscimenti economici adeguati, spesso sono persone pagate poco o addirittura precarie, ma parlo dell’importanza di rendere centrali il lavoro e le persone che lavorano. Il virus ha finalmente dimostrato con crudele evidenza che il profitto non deve essere il focus principale nelle nostre scelte, ma lo sono invece le persone, gli esseri umani. Lo sviluppo basato sulla finanza e sulla crescente diseguaglianza non è sostenibile né per l’uomo né per la natura. Sui nostri territori, nei nostri comuni in questi giorni siamo cercando di combattere una enorme emergenza sanitaria, economica e sociale, proprio stringendoci intorno alle nostre comunità locali per ridare forza e fiducia alla nostra gente. Molti di loro non stanno lavorando e sono in difficoltà, perché per ora non possono riaprire le loro attività come previsto dalla normativa. Altri forse non riusciranno più ad aprire le loro attività. Ma nessuno sarà lasciato solo. Ogni Comune sta combattendo in prima linea e anche la Provincia di Salerno c’è e c’è anche la grande solidarietà dimostrata in questi giorni da moltissimi cittadini nei nostri territori".

La Fiadel

"Questo primo maggio avrà un peso diverso da quelli precedenti. Ma l'emergenza Covid-19 non deve far passare in secondo piano le vertenze ancora in atto in provincia di Salerno". 

"Penso che ci sono tanti lavoratori che stanno difendendo il proprio impiego. Non bisogna dimenticare gli operai del Consorzio di Bacino o i lavoratori che si occupano delle pulizie presso il centro commerciale La Fabbrica. Sono vertenze ancora in atto e non vorrei finissero nel dimenticatoio, magari strumentalizzando il momento che stiamo vivendo", incalza Rispoli che rivolge poi un appello sul tema della sicurezza:

"L'emergenza coronavirus ha posto davanti ogni cosa il tema della salute che viene prima di tutto. Penso che in ambito lavorativo questa vicenda vada sfruttata in positivo. Gli agenti di polizia locale, oltre alla dotazione tradizionale funzionante, devono avere la possibilità di poter svolgere la propria attività dotati di mascherine e guanti. Non bisogna aver paura di lavorare temendo poi il ritorno a casa.

Non si deve pensare di dover mettere a rischio le famiglie. La politica celebri questo primo maggio diversamente, come farà il Comune di Bellizzi. Con il sindaco Mimmo Volpe, proprio domani, in occasione della festa dei lavoratori, ci riuniremo, insieme alle altre sigle sindacali, per trovare una soluzione alla stabilizzazione degli storici lavoratori ex Tempor che da tempo prestano opera per l'Ente. Questa sarà sicuramente una vittoria in un primo maggio diverso dagli altri".

Le Acli

Ad esprimere una riflessione sulla Festa dei lavoratori che cade quest’anno in una situazione drammatica per il nostro Paese. 

Parla Gianluca Mastrovito, Presidente provinciale Acli Salerno

"Se guardiamo al passato, l’immagine che abbiamo di fronte è quella dell’Italia uscita dalla II Guerra mondiale: un Paese prostrato e sconfitto che ritrovava però la sua unità intorno alla Carta Costituzionale per iniziare la ricostruzione.  Anche oggi abbiamo bisogno di ripartire dalla Costituzione, proprio dalle sue righe iniziali: è il legame con il lavoro che fonda l’Italia, che dà una forma alla nostra vita quotidiana personale e collettiva. Vorremmo tenere aperte le fabbriche e gli uffici, non solo per non ridurre troppo il Pil, non solo per guadagnarci lo stipendio necessario, ma anche perché sentiamo di essere liberi e in relazione con gli altri, finché riusciamo ancora a lavorare. Questa è una dimensione ed una vocazione del lavoro.

Dobbiamo contemporaneamente intervenire sull’emergenza e progettare il futuro del Paese, gettando le basi per un nuovo piano di crescita e sviluppo. Va fatto un investimento vero sulla scuola e sulla formazione, perché lavoreremo in un contesto mutato e ancora condizionato dall’esistenza del virus.  Il mercato del lavoro sta cambiando, proiettato sempre di più verso nuove forme, tra cui lo smart working, come dimostra l’esperienza di questi mesi, e in generale il ruolo della tecnologia, come dimostrano le applicazioni dell’Industria 4.0.  In questo contesto dovremo monitorare con attenzione i più deboli e i più fragili. Il distanziamento fisico rischia di trasformarsi in distanziamento economico, poi sociale e infine umano. In questo tempo che i beni relazionali, tanto derisi dagli economisti e dai politici in tempi ordinari, si sono mostrati essenziali come e più delle merci. La solitudine forzata, ci ha insegnato il valore e il prezzo delle relazioni umane, la distanza superiore al metro ci ha svelato la bellezza e la nostalgia delle distanze brevi.

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Nel 65esimo dell’istituzione della Festa di San Giuseppe, vogliamo riappropriarci della sacralità del lavoro, facendo nostre le parole di Papa Francesco: “il lavoro ci unge di dignità, ci rende simili a Dio, che ha lavorato e lavora, agisce sempre; dà la capacità di mantenere sé stessi, la propria famiglia, di contribuire alla crescita della propria Nazione”. Solo attraverso il lavoro potremo riallacciare i legami delle nostre comunità, rifondare il patto sociale e far ripartire l’Italia. Lo faremo assieme a tutte le organizzazioni che hanno a cuore il destino dei lavoratori, a partire dalle organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, di cui condividiamo il documento e la campagna di informazione".
 

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