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Esclusiva/Intervista ad Alessandro Cattaneo: "A Salerno per dare forza agli amministratori del Sud"

Il responsabile nazionale formazione di Forza Italia parteciperà all'assemblea nazionale dell'Anci Giovani in programma nel weekend presso il Grand Hotel. Sullo stato di salute del partito dice: "Con Berlusconi torneremo a vincere"

Alessandro Catteo

L’ex presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani Alessandro Cattaneo sarà a Salerno per partecipare all’VIII Assemblea Nazionale di Anci Giovani “Generatori di futuro”, che avrà luogo i prossimi 17 e 18 marzo presso il Grand Hotel. Già sindaco di Pavia ed attuale responsabile nazionale della formazione di Forza Italia, Cattaneo è uno dei giovani dirigenti azzurri più vicini al leader Silvio Berlusconi.

L’assemblea di Anci Giovani ha deciso di riunirsi a Salerno, una città del Sud che in molti vedono in crescita. Come giudica questa scelta?

“Una buona intuizione. Mi piace quando il Sud non si piange addosso ma gioca da protagonista. E mi piace ancor di più quando protagonisti sono giovani amministratori locali. Mi permetta di dire che molti di loro rappresentano il meglio della classe politica del nostro Paese”.

Lei è stato sindaco di Pavia. Pensa che ci siano temi o problemi che accomunano amministratori del Nord Italia con quelli del Sud?

“Ci sono sicuramente temi e priorità che da Nord a Sud cambiano, ma cambiano anche da regione a regione, da provincia a provincia. Ci sono buone pratiche a Nord così come a Sud che devono diventare buone pratiche in tutta Italia. In questa fase storica, poi, c'è un comune denominatore in tutti gli amministratori italiani indipendentemente dalla provenienza geografica: fare meglio con meno possibilità economiche, amministrare quindi con meno risorse disponibili e più idee virtuose. Perché il cittadino, da Bolzano a Lampedusa, vede nei Comuni quei punti di riferimento più vicini”. 

A margine dell’evento andrà in scena la Primavera Azzurra. Di cosa si tratta?

“Un think thank che ha la voglia e la passione di parlare di politica, nel senso più nobile e che ha l'ambizione di incidere nel futuro del centrodestra”.

Berlusconi ha annunciato importanti novità in vista delle elezioni politiche del 2018. Lei, con tanti giovani forzisti, chiede da tempo rinnovamento all’interno del partito. Le modalità con cui il Cavaliere ha comunicato di voler comporre le liste elettorali sono la strada giusta?

“Silvio Berlusconi è da sempre innovatore ed è capace come pochi altri di intuire i momenti politici. Insieme a tanti amici di Forza Italia, di cui tantissimi amministratori, da tempo lavoriamo non guardando solamente al domani ma al futuro di Forza Italia e del centrodestra. E non lo facciamo solo in termini di rinnovamento che spesso viene declinato solo in termini generazionali. Lo facciamo in nome di una meritocrazia che si basa sulle competenze, sui risultati ottenuti, sul consenso. Gli amministratori, in questo senso, rappresentano un enorme patrimonio per Forza Italia che deve essere valorizzato, perché sindaci e amministratori locali in questa fase politica sono i punti di riferimento più vicini alla gente”. 

Qual è, attualmente, lo stato di salute del partito?

“Direi che siamo di fronte ad un momento storico e politico importantissimo per Forza Italia. Da una parte il grillismo soffre le vicissitudini romane, dall'altro sta svanendo quello slancio renziano che a qualcuno pareva inarrestabile fino al referendum dello scorso dicembre. Noto una rivalutazione oggettiva dell'operato di Forza Italia e di Silvio Berlusconi, segno che indipendentemente da qualsiasi contrapposizione quello di Forza Italia e del centrodestra è stato un buon modello di Governo per l'Italia così come lo è nelle regioni nelle quali siamo al Governo”. 

Di cosa ha bisogno Fi per tornare a vincere anche nei territori?

“Di tornare a rivitalizzare quel circuito, quella rete di promotori che sui territori con grande passione per anni sono stati punti di riferimento fondamentali. Poi certamente la leadership è importante, ma è incisiva se può contare su chi nelle piazze e nelle vie, tutti i giorni, è presente tra la gente. Gli amministratori locali, come dicevo, sono risorse fondamentali in tutto questo. 

All’orizzonte ci le elezioni amministrative. Ma a Salerno, come a livello nazionale, l’alleanza di centrodestra sembra essere in bilico. Come si ricompatta la coalizione?

“Partendo dai programmi e dall'obiettivo finale, ovvero tornare a governare rappresentando quel popolo di centrodestra che è, a livello nazionale, maggioranza nel Paese. Poi ci sono le sensibilità e le differenze di vedute su alcuni temi. Non a caso si parla di genialità politica di Silvio Berlusconi, che per vent'anni è stato capace di fare sintesi e di guidare, appunto, un centrodestra molto più coeso e compatto rispetto al Pd in cui invece Renzi si sta dimostrando elemento di rottura e non di unione. Il nostro è un elettorato che vuole cose concrete, visione e unità”. 

Salerno è da sempre la roccaforte elettorale di Vincenzo De Luca. Qual è il suo giudizio sul governatore della Campania?

“Mi pare stia provando ad esportare il modello di governare del Sindaco in Regione... è un tentativo ambizioso ma che per il momento fatica ad affermarsi”.

Visiterà la nostra città?

“Certo! Non è la prima volta e non sarà rettamente l'ultima. Vivete in una zona meravigliosa”.

Buon lavoro

“A tutti noi! Ne abbiamo bisogno, ne ha bisogno l'Italia” .

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