Consorzio Asi Battipaglia: l'attacco della sindaca Cecilia Francese

"Abbiamo visto un Consorzio completamente assente nell'ultimo decennio sul piano del finanziamento e realizzazione delle infrastrutture primarie necessarie allo sviluppo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

I Consorzi ASI, lasciti dello Stato risalente all'epoca dell'intervento straordinario della Cassa per il Mezzogiorno, avevano una logica allorquando potevano attivare la leva finanziaria per supportare e promuovere lo sviluppo economico. Oggi, ben lungi dal poter disporre delle risorse finanziarie nella misura appunto possibile nel passato, finiscono con il sovrapporsi in malo modo all'azione degli Enti costituzionalmente preposti al Governo del Territorio, Comune e Provincia, complicando non poco le procedure amministrative e burocratiche poste in capo agli operatori economici.  Nel caso di Battipaglia, contrariamente magari a quanto accaduto a Salerno nello stesso periodo, abbiamo visto un Consorzio completamente assente nell'ultimo decennio sul piano del finanziamento e realizzazione delle infrastrutture primarie necessarie allo sviluppo (viabilità, fognature, acquedotti, collettori acque bianche e arredo urbano), tutto proteso, al contrario, a far valere nei confronti degli operatori economici regole desuete recate da un vecchio ed inadeguato piano regolatore consortile. Un piano, quest'ultimo, che risponde a logiche industriali degli anni 70 del secolo scorso, con cui il Consorzio ancora oggi pretende di governare una economia che è in continua e veloce trasformazione e che richiede, al contrario, norme chiare semplici e soprattutto flessibili. Sinceramente fossi stato io il presidente del Consorzio ASI in questi ultimi anni avrei fatto di tutto per addivenire ad una modernizzazione dell'impianto delle regole su Battipaglia, senza aspettare che il Comune producesse proposte in tal senso in piena solitudine nel tentativo estremo di evitare la chiusura di tante storiche attività. Dichiararsi come appartenente ad una filiera Istituzionale poco conta se poi questa Filiera, al contrario di quanto accaduto in altri agglomerati, non è stata mai attivata né per addivenire a regole più flessibili per favorire lo sviluppo né tantomeno per intercettare investimenti per la realizzazione di infrastrutture.
Le opere di ammodernamento dell'agglomerato di Battipaglia sono state tutte realizzate dal Comune a cura delle Amministrazioni Comunali che si sono susseguite negli ultimi anni, al contrario di quanto accaduto nel medesimo periodo ad esempio per l'agglomerato di Salerno. Le proposte di variante dell'agglomerato prodotte dal Comune di Battipaglia, sia quella stralcio che quella normativa, votate all'unanimità dal Consiglio Comunale, sono le uniche proposte oggi sul tavolo e aspettano di essere approvate.
Siamo certi che la spinta che viene da tutta Battipaglia in generale e dalla mia Amministrazione in particolare, volta alla completa trasformazione delle logiche di sviluppo e delle regole di governo dell'agglomerato industriale, sarà tenuta in debito conto sia dalla Provincia che dalla Regione. 

Il sindaco Cecilia Francese

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