Battipaglia e Sarno, no ai nuovi impianti di rifiuti: ok dal consiglio provinciale

Due gli indicatori presi in esame dalla Provincia per arrivare alla dichiarazione di non idoneità dei due territori. Il sindaco Francese: "E' un risultato storico"

Battipaglia e Sarno quali "aree sature" e quindi non idonee alla localizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti. A stabilirlo il consiglio provinciale di Salerno. "È un risultato storico. Il Comune di Battipaglia ha dato l'impulso un anno fa alla possibilità di tracciare un percorso del genere, la Provincia ha accolto prontamente le nostre richieste elaborando uno studio importante che fa da apripista in mancanza della norma nazionale". Così Cecilia Francese, sindaca di Battipaglia che aggiunge: "Lo stesso presidente Strianese ha presentato in consiglio stamattina un emendamento che rendesse immediatamente efficace il dispositivo delle aree sature. Si è lavorato per il territorio e per la sua tutela. Oggi noi rivendichiamo un grande risultato senza alcuna polemica strumentale".

L’appello

Due gli indicatori presi in esame dalla Provincia per arrivare alla dichiarazione di non idoneità dei due territori. Il primo riguarda le quantità di rifiuti per tutti gli impianti considerando le relative autorizzazioni, differenziati per tipologia. Il secondo, l'indice di conferimento "Ic", dividendo la quantità complessiva di rifiuti parametrizzata per la superficie del territorio espressa in kmq. Con questi 2 indicatori è stata espressa una soglia massima definita "Livello di Saturazione Territoriale" (Qjmax = 672.377,50 tonn. X anno e Icmax = 24.797,66 tonn. X anno/kmq). Dalla lettura di questi valori, sintetizzati con un criterio di saturazione, è emerso che solo i Comuni di Sarno e Battipaglia, superano contemporaneamente i due limiti e, quindi, si è ritenuto che per entrambi si debba applicare la condizione di inidoneità prevista dalle normative vigenti. La condizione individuata, non applicata per gli impianti di rifiuti inerti da costruzione, di rottami ferrosi e centri di autodemolizione, si esprime nel divieto di insediare, autorizzare o ampliare impianti di trattamento rifiuti operanti per materiali di tipo odorigeno, come i rifiuti indifferenziati, rifiuti organici, rifiuti liquidi e fanghi. Il divieto viene esteso ai comuni confinanti con le aree industriali di Sarno e Battipaglia. 

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La nota di Celano e Ruberto (FI):

“In consiglio provinciale si è votato una deliberazione con cui sono stati individuati i Comuni di Sarno e Battipaglia quali aree non idonee alla localizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti per effetto del raggiungimento del livello di saturazione. Tale delibera, incredibilmente, prevedeva una deroga, consentendo la realizzazione degli impianti che fossero previsti in piani sovracomunali e, dunque, regionali. La deliberazione in questione non esclude evidentemente la possibilità che presso lo stir di Battipaglia possa essere realizzato un impianto per il trattamento dell'umido. Una strana concezione di saturazione, dunque. Battipaglia e Sarno sarebbero saturi per tutti tranne se a decidere di realizzare ulteriori impianti fosse la Regione. Il gruppo di Forza Italia ha presentato un emendamento per eliminare tale possibilità e, pertanto, per difendere realmente territori e comunità provati già fortemente da eccessivi insediamenti di aziende che trattano i rifiuti. Le motivazioni goffe e insensate addotte per giustificare il voto contrario all'emendamento che avrebbe reso efficace la suddetta deliberazione sono state smascherate dalla considerazione che la prevista deroga da parte del piano regionale sarebbe stata pleonastica se la deliberazione non avesse potuto limitare la manifesta volontà della regione di realizzare un impianto per l'umido. Fa specie e dispiace che colleghi che dovrebbero rappresentare e tutelare i territori appaiono, invece, maggiormente disponibili a difendere scelte di propri riferimenti politici che penalizzano fortemente le comunità, determinando perfino il superamento di quel limite di tollerabilità che essi stessi hanno fissato. Un'occasione amaramente persa”.

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