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Blocco Studentesco denuncia: negata conferenza in onore dei martiri delle foibe

Cracas: "Forse la preside non ricorda, nonostante glielo avessimo ricordato a più riprese con le nostre richieste, che iniziative volte al ricordo dei martiri infoibati sono riconosciute per legge"

“Di fronte all’ennesima risposta negativa da parte della preside D'Ambrosio dell’Istituto Nicola Sensale alla nostra richiesta di una conferenza organizzata per trattare il tema delle Foibe, sentiamo il dovere di intervenire, per dire che non accettiamo questo ennesimo rifiuto”. E’ quanto spiega in una nota Krizia Cracas, responsabile provinciale del Blocco Studentesco.“Non siamo disposti  - continua Cracas - ad accettare la volontà della preside di tenere all’oscuro gli studenti su una tragedia che ha coinvolto in prima persona il popolo italiano, e che una semplice conferenza informativa venga intesa come un “pericoloso” strumento politico".

Poi rincara la dose: "Forse la preside non ricorda, nonostante glielo avessimo ricordato a più riprese con le nostre richieste, che iniziative volte al ricordo dei martiri infoibati sono riconosciute per legge: negare dunque l’opportunità di sensibilizzare le nuove generazioni riguardo un genocidio che ha visto la morte di migliaia di connazionali, brutalmente trucidati per la sola colpa di essere italiani, equivale a non rispettarla. Già in precedenza - continua Cracas - abbiamo fatto presente all’istituto scolastico nella persona della preside che secondo la legge 30 marzo 2004, numero 92, in data 10 febbraio devono essere previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi in questione presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado, e deve essere favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di tali vicende: è forse intenzione del preside non rispettare tale disposizione di legge? E’ forse questo l’esempio che intende dare agli studenti dell’istituto scolastico di cui è preside? “.

“Siamo indignati di fronte ad un tale atteggiamento di indifferenza da parte delle istituzioni – conclude Cracas – e nell’attesa di una risposta, comunichiamo le nostre intenzioni a mobilitarci, per manifestare il nostro disappunto. E’ nostro dovere. Lo dobbiamo a chi, per il solo fatto di essere italiano, ha perso la propria vita”.

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