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Raccolta differenziata in calo, Fdi sfida De Luca: ecco le nostre proposte

Il comitato cittadino di Fratelli d'Italia lancia quattro proposte all'amministrazione comunale di Salerno per rimediare al calo di raccolta differenziata che si sta registrando negli ultimi giorni in città

Il comitato cittadino di Fratelli d’Italia, attraverso il suo portavoce Rosario Peduto, interviene sui dati relativi ai livelli percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti nel primo semestre 2013, resi noti dall’ Osservatorio regionale sui rifiuti.  “Ancora una volta, i dati forniti dall’Osservatorio Regionale dei rifiuti sulla percentuale di raccolta in città nei primi sei mesi del 2013, attestano, confermandola, la preoccupazione da questo comitato più volte sollevata circa il decremento vertiginoso delle percentuali di differenziazione operata sul panorama complessivo della raccolta dei rifiuti a Salerno città".

Per Peduto " l’osservatorio afferma, infatti, che nel periodo sopra indicato la raccolta differenziata è scesa a Salerno al 63,25%, attestando una quota veramente molto bassa sia rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso sia rispetto all’ intero 2012: in entrambi i casi il risultato si è attestato intorno al 69%. Altro dato che dimostra e conferma lo scivolamento del livello di raccolta su percentuali di basso profilo della qualità di differenziazione è l’ aumento dal 30% al 35% dei rifiuti cosiddetti “indifferenziati”. Siamo così attualmente addirittura sotto il limite fissato dalla legge al 65%”.

“Da tempo il nostro partito - continua l'esponente di Fdi – ha sollecitato l’amministrazione comunale ad operare una ricognizione seria sull’attuale livello di raccolta che sia anche e soprattutto propedeutica ad una riconsiderazione organizzativa che riporti le percentuali di raccolta a livelli da vera città modello. Ma purtroppo l’amministrazione De Luca, per bocca dell’assessore all’ Ambiente, risponde ed ha risposto sempre con particolare arroganza e sicumera ai nostri rilievi, dimostrando anche in questo caso, così come in tanti altri (si veda ad hoc la vicenda della rotatoria in via Baratta), una ridotta visione della realtà dei fatti che prima o poi, gioco forza, imporrà – ma con oneri decisamente maggiori – una rivisitazione complessiva della questione".

Di qui l'attacco politico: "Ma oggi gli slogan sulla “città modello” per percentuali di raccolta differenziata hanno da scontare due dati incontrovertibili che li rendono assolutamente vacui e sostanzialmente vuoti: la percentuale della differenziata scesa al di sotto del limite imposto per legge e l’imposta sui rifiuti di competenza comunale che pone Salerno ai primi posti in Italia per onerosità delle leva fiscale sullo smaltimento dei rifiuti. Le città modello sono quelle, all’opposto, che adottano sistemi che aumentano progressivamente le percentuali di raccolta e, di contro, diminuiscono altrettanto progressivamente la pressione fiscale sulle buone pratiche di differenziazione dei cittadini “virtuosi”.

Infine lancia quattro proposte indirizzate all'amministrazione De Luca: una verifica immediata dell’ efficacia delle soluzioni logistiche ed organizzative della raccolta; un’ ulteriore verifica dell’attuale adeguatezza e rispondenza del processo di comunicazione e sensibilizzazione alle utenze realizzato all’ avvio della raccolta differenziata su scala cittadina; una ricognizione generale delle disposizioni tecniche e sanzionatorie per la realizzazione della raccolta porta a porta e la formulazione di una proposta e di una successiva fase attuativa campione per l’avvio di un nuovo modello organizzativo che privilegi raccolte domiciliari affiancate però a raccolte stradali con sotterramento dei contenitori (sul modello della città spagnola di Navalcarnero) che siano attrezzati per il conferimento informatizzato con identificativo delle utenze.

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