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Centrale del Latte, Zitarosa lancia l'idea dell' "azionariato popolare"

Il capogruppo di Forza Italia lancia una nuova proposta al sindaco di Salerno e all'assessore al bilancio Alfonso Buonaiuto per impedirne la vendita e salvaguardare i posti di lavoro

Il capogruppo di Forza Italia al Comune di Salerno Giuseppe Zitarosa lancia una proposta al sindaco Vincenzo De Luca affinchè blocchi la vendita della Centrale del Latte. L'esponente del partito di Berlusconi guarda al "modello Firenze" e lancia la proposta di attivare anche a Salerno un "azionariato popolare" per tutelare soprattutto il marchio salernitano e i dipendenti della struttura di via San Leonardo. "Vendere la Centrale del Latte perché i conti del Comune sono in rosso potrebbe essere giusto solo se si riuscisse a garantire la soluzione definitiva dell’indebitamento e la garanzia della continuità occupazionale. Purtroppo - spiega Zitarosa - con la vendita a queste grosse aziende (Parmalat, Granarolo, Newlat, etc), i lavoratori della sede verranno prima trasferiti e successivamente licenziati ed il tanto decantato e pubblicizzato prodotto, che risulta essere uno dei migliori d’Italia perché acquistato dagli allevatori della provincia di Salerno e tale anche grazie alle professionalità e serietà delle figure professionali attive in loco, somiglierà solo da molto lontano a quello attuale con latte che, molto probabilmente, arriverà dalla Serbia, dalla Romania dove il costo è assai inferiore e di scarsa qualità". 

Poi spiega: "La Centrale acquista 500mila litri di latte al giorno da tali allevatori (circa 300) ad un prezzo di circa 50 centesimi al litro quando, su altri mercati (tedesco, rumeno, serbo, bulgaro) si acquista a 30 centesimi circa. L’azienda che subentrerebbe, di sicuro, acquisterebbe tale prodotto da quest’ultimi, lasciando i circa 300 allevatori al loro destino.. I terreni dove ora sorge la Centrale  verranno venduti, molto probabilmente, a costruttori  che continueranno ad edificare sempre più la zona.Se realmente lo scopo è di diminuire e sanare i debiti, ci sono altre strade praticabili come, ad esempio, un azionariato popolare  che non deve superare la quota pubblica che deve rimanere maggioritaria. Tramite l’azionariato popolare si otterrebbe una capillare diffusione della proprietà delle quote della società, che anziché essere possedute da un numero limitato di soci, sarebbero in mano ad un numero il più elevato possibile di soggetti, soprattutto investitori cosiddetti “non istituzionali”.Si potrebbero coinvolgere i circa 3600 punti vendita dislocati sul territorio ed anche semplici cittadini  che potrebbero entrare nella società acquistando quote associative, anche di 1.000 euro ciascuna.

Di qui l'appello a De Luca:"Il Comune di Salerno, come ha già fatto quello di Firenze, dovrebbe far quotare il valore della Centrale del Latte al mercato ristretto (società che valuta appartenente alla Borsa). Dopo averne ottenuto il valore effettivo, il Comune potrebbe mettere in vendita il 49% delle azioni, ricavandone, secondo i miei calcoli,  più di 10 milioni di euro, mentre il 51% rimarrebbe ad esso. Di conseguenza, con questa operazione, la Centrale rimarrebbe ai salernitani, conserveremmo i posti di lavoro e tuteleremmo i circa 300 allevatori con le quasi 6.000 mucche possedute e continueremmo a garantire ai cittadini salernitani un prodotto di alta qualità proveniente dal nostro territorio, a differenza di altri, ancora incontaminato. Sono convinto che il sindaco De Luca l’assessore al Bilancio Alfonso Buonaiuto e tutti i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, prenderanno in considerazione questa mia proposta per il bene di tutti gli interessati".

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