Attività "privata" delle Congreghe al cimitero di Salerno: Lambiase contro il Comune

Il consigliere comunale di opposizione torna a criticare l'amministrazione comunale sulla vicenda. Finora non ha ricevuto alcuna risposta

Potrebbe rivelarsi “fonte di responsabilità di natura contabile” la possibile inadempienza del Comune di Salerno, il quale non provvederebbe a “regolarizzare” l’”insolita attività privata che le Congreghe religiose svolgono all’interno del cimitero”.A denunciarlo, ancora una volta è il consigliere comunale Gianpaolo Lambiase, che da tempo sollecita l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Napoli a fare chiarezza.

La denuncia

L’esponente di “Salerno di tutti” spiega: “Le Congreghe gestiscono nell’area cimiteriale 11.500 luoghi di sepoltura, che vengono direttamente “concessi” ai parenti dei defunti in cambio di una “ricompensa” (4.000 euro a loculo?) per la tumulazione dei loro cari.  Ed ancora dopo la estumulazione, pare sia necessario sostenere la Congrega con una nuova offerta per la conservazione dei resti mortali nell’ossario”. Non solo. “In palese contrasto con le normative vigenti che definiscono le aree cimiteriali “aree demaniali” e quindi pubbliche, le Congreghe – aggiunge Lambiase -  si ritengono proprietarie all’interno del cimitero di aree ed edifici-mortuari, in  virtù di atti notarili che risalgono al 1844. Ma la cosa più grave è che tale “attività privata” su demanio pubblico si svolge senza che sia versata alcuna “tassa locale”, anche usufruendo gratis di utenze e servizi (acqua, pubblica illuminazione, sorveglianza, raccolta rifiuti), che fornisce l’Ente Locale”. Insomma, secondo Lambiase “i “rimborsi” che le Congreghe dovrebbero versare ogni anno alle casse comunali superano ampiamente la cifra di 50 mila euro”. 

I quesiti

Nonostante siano trascorsi oltre sei mesi da quando ha segnalato la vicenda all’Amministrazione e nonostante le rassicurazioni ricevute per una rapida soluzione del problema, ad oggi – sostiene Lambiase – “non è stato approvato alcun provvedimento utile a sanare questa “anomalia amministrativa”.  Per questo si rivolge nuovamente agli uffici: “Il Comune ha verificato se le Congreghe (e/o Confraternite) sono in possesso di un atto di riconoscimento giuridico, di uno statuto (vedi Statuto della Misericordia di Arezzo)? Se sono in possesso di libri contabili? Se hanno al proprio interno organi di controllo e norme regolamentari che consentano l’esame del bilancio, degli utili e degli investimenti rispetto alle “offerte” ricevute? Esiste un registro aggiornato degli iscritti (confratelli) in possesso degli Uffici Comunali, in modo da scongiurare la possibilità che si possa diventare iscritti al momento dell’assegnazione dei loculi?” E’ stata preoccupazione anche di Papa Francesco l’attività degli “Istituti religiosi” (e delle Congregazioni): “Occorre vigilare attentamente….affinché si amministri con oculatezza, coniugando la dimensione carismatico-spirituale alla dimensione economica…”. “Più di altri sono sicuro che l’azione delle Congreghe religiose sul nostro territorio sia finalizzata ad “opere di bene” ed al “sostegno” dei più bisognosi. Comunque l’Amministrazione Comunale ha il dovere e l’obbligo di verificare ogni “requisito” per evitare violazioni del comma 4 dell’art.92 del D.P.R. 285/90 che recita: “Non può essere fatta concessione di aree per sepoltura private a persone o ad enti che mirino a farne oggetto di lucro e di speculazione” conclude Lambiase.

  

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