Cinquemila euro al mese a Salerno Solidale, per accudire ogni anziano: l'ira dei consiglieri di opposizione

Celano, Cammarota e Russomando: "Sulla questione andremo, in ogni caso, fino in fondo, interessando tutte le Istituzioni preposte al controllo"

Cinquemila euro al mese di denaro pubblico per accudire ogni anziano in struttura di proprietà del comune, "laddove in altre strutture privare costa molto meno della metà”. Esprimono dubbi e perplessità, i consiglieri comunali di opposizione, Roberto Celano, Antonio Cammarota e Ciro Russomando, sui servizi e i costi che si intendono affidare in House alla Salerno Solidale per altri 10 anni. "Si rammenta che per poter legittimamente affidare un contratto con modalità in house, avente per oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza, le Stazioni appaltanti devono preventivamente effettuare una valutazione della congruità economica dell’offerta formulata dal soggetto in house, avendo riguardo all’oggetto ed al valore della prestazione", hanno sottolineato oggi, in Commissione Trasparenza a Palazzo di Città, i consiglieri.

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La denuncia

Una tale valutazione non può, evidentemente prescindere, dall’acquisizione ufficiale dei prezzi applicati da Enti concorrenti per prestazioni analoghe. Abbiamo, invero, appreso dai responsabili dell’Amministrazione che non vi sarebbe alcuna analisi accurata in tal senso, nel mentre le risorse che si vorrebbero destinare alla partecipata da convenzione da approvare per i servizi stabiliti apparrebbero spropositati. Espliciteremo nel dettaglio in Consiglio nostre valutazioni su prestazioni ed importi che si intendono sottoporre all’approvazione del Civico Consesso. Non consentiremo neppure che si pensi che si possa speculare sul disagio dei più deboli. Le risorse pubbliche disponibili vanno ottimizzate ed utilizzate per rispondere alle istanze ed esigenze di quanti più bisognosi possibile, senza sprechi e spese folli. Chiederemo, per questo, con forza a tutti i colleghi di analizzare con attenzione ogni voce della convenzione, evitando di approvare supinamente deliberazioni che apparrebbero pregiudizievoli dei diritti e degli interessi di tanti soggetti deboli che non possono essere assistiti per mancanza di fondi o per uso poco attento di quelli disponibili. Sulla questione andremo, in ogni caso, fino in fondo, interessando tutte le Istituzioni preposte al controllo.
 

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