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#NonStiamoSereni, cartoline al premier Renzi: i pensionati della Cisl raccolgono 5 mila firme

Dell'Isola: "Il tasso di anziani presenti nella provincia di Salerno è molto elevato, la pensione minima è di 500 euro lordi e da anni sono bloccate le perequazioni delle pensioni al costo della vita"

Lavoro, sviluppo ed occupazione, tutela del reddito, un welfare pubblico e solidale, legge sulla non autosufficienza, lotta agli sprechi e riduzione delle tasse anche per i pensionati. Sono queste le richieste dirette al premier Matteo Renzi dai pensionati salernitani che stanno fortemente aderendo alla campagna #NonStiamoSereni promossa dalle federazioni dei pensionati di Cisl, Uil e Cgil. E' partita da un mese, anche in provincia di Salerno, la campagna nazionale con cui i sindacati chiedono risposte al presidente del consiglio e al contempo sperano di influenzare l'agenda delle tante forze politiche attive in questi giorni per la campagna elettorale europea. A Salerno la Fnp Cisl ha superato ormai le 5 mila firme e l'obiettivo ora è quello di raggiungere quota 10 mila.

Per firmare le cartoline, tutti i cittadini e i pensionati potranno farlo nelle sedi della Fnp e della Cisl sparse in tutta la provincia e saranno consegnate al presidente del consiglio Matteo Renzi a partire dal prossimo 16 maggio. "Il tasso di anziani presenti nella provincia di Salerno è molto elevato, la pensione minima è di 500 euro lordi e da anni sono bloccate le perequazioni delle pensioni al costo della vita. Rischiamo una guerra tra poveri. La cartolina a Renzi - spiega Giovanni Dell'Isola, segretario generale della Fnp Salerno -  si inserisce nell'ambito di una campagna avviata dalle segreterie nazionali. In essa sono elencati i principali temi della piattaforma rivendicativa unitaria ai quali il Governo non ha dato alcuna risposta: lavoro, sviluppo e occupazione; welfare pubblico e solidale; legge sulla non autosufficienza; lotta agli sprechi e ai privilegi; riduzione delle tasse ai pensionati e tutela del loro reddito"

"La nostra è una campagna per tutta l'Italia, non solo per i pensionati. Pensiamo al lavoro. Senza di esso non c'è sviluppo per un Paese, in tutti i sensi: non c'è futuro per chi deve lavorare e, alla lunga, anche per il sistema previdenziale nel suo complesso. Le milioni di cartoline che arriveranno sul tavolo di Renzi rappresenteranno una forte, ma serena sollecitazione”, ha ribadito Dell’Isola, in un momento così cruciale per le famiglie che vivono delle modesta pensione, che gli enti previdenziali erogano per sopravvivere. Giungere alla fine di ogni mese è un dramma continuo e disumano. Nonostante tutto questo, i pensionati sono ancora i veri ammortizzatori sociali delle famiglie in crisi, con figli disoccupati, invalidi, emarginati e tanti problemi da superare”.

Non stiamo sereni, dunque, non è solo uno slogan per Dell’Isola: “E’ la preoccupazione dei pensionati sulla fragile coesione sociale che viviamo. I pensionati sono pensierosi per la mancanza di provvedimenti di tutela degli anziani bisognosi, meritevoli, dopo una vita dedicata al lavoro, di un’esistenza dignitosa. Siamo una risorsa per il Paese, non un peso per lo Stato. Basterebbe elencare i tanti servizi che gli anziani svolgono in silenzio e dedizione per meritare una maggiore attenzione da parte del Governo. Per questo i pensionati salernitani di Cgil, Cisl e Uil chiedono a gran voce una vera lotta agli sprechi e ai privilegi, per recuperare risorse da destinare alle politiche sociali e soprattutto invocano la riduzione della tassazione delle pensioni. Tutto questo perché non vogliamo essere trattati come cittadini di serie B, in attesa di una chiamata Divina come molti vorrebbero”.

E’ un fiume in piena Dell’Isola, che chiede celerità al Governo: “Sappiamo che i problemi che bisogna affrontare non sono semplici, ma oggi i pensionati, insieme con i giovani, rappresentano la parte più indifesa e negletta della popolazione italiana. Non possiamo attendere molto, anche perché aumenta il tasso di povertà nelle famiglie. Viceversa, attendiamo risposte concrete. La serenità ha i suoi limiti e i pensionati sono stanchi di aspettare”.

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