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Caos Pd, ancora polemiche: Bennet scrive a Pedace e Annunziata

Il dirigente provinciale del Partito Democratico invita i due competitor del segretario uscente Landolfi a ritirarsi dalla competizione senza fare polemiche

Novità in casa Pd, dopo l'annunciato ritiro delle candidature di Vincenzo Pedace e Sergio Annunziata per la segreteria provinciale, il candidato renziano ha cambiato idea e ha deciso di ritornare in campo dopo aver avuto delle rassicurazioni dalla segreteria per il congresso che, alla fine, ha deciso di accogliere le sue richieste e di consentire il voto anche a coloro che si sono iscritti solo da pochi giorni al Pd, con la possibilità anche per quest’ultimi di essere candidati.

Intanto il dirigente provinciale del Pd Vincenzo Bennet ha inviato una lettera indirizzata ad Annunziata e Pedace. "Cari Vincenzo e Sergio leggo con stupore la notizia del vostro ritiro dalla competizione congressuale e soprattutto delle relative motivazioni. Non state facendo bene al Pd! L'utilizzo della consolidata tecnica berlusconiana di mettere in discussione la legittimità di un risultato gridando allo scandalo, ai brogli ed alla mancata trasparenza allontana sempre di più i cittadini dalla politica facendo pensare a chissà quale spartizione di potere".

Poi spiega: "Capisco l'utilizzo della tecnica berlusconiana da parte dell'amico Sergio che negli ultimi tempi nel rispetto del ruolo istituzionale ha frequentato spesso gli ambienti di centro destra ma non lo capisco da parte dell'amico Vincenzo che professando e non praticando il rinnovamento rischia di diventare vecchio prima del tempo. Tra l'altro caro Vincenzo da quando sei segretario provinciale dei giovani non ho mai capito quando aprivi e quando chiudevi il tesseramento e per non capirlo io che un po' frequento il partito figurati gli altri".

"Ad ogni modo - conclude Bennet - poiché ritengo che la gente è stanca delle nostre polemiche anche perché l'Italia purtroppo sta bruciando e pochi politici hanno effettivamente contezza della realtà ritiratevi senza polemiche ed aiutiamo Nicola a costruire, giorno dopo giorno e non solo nella fase congressuale, un nuovo Pd più forte e più vicino alle persone che hanno bisogno di aiuto".

Intanto scoppia il caos anche ad Avellino, sul quale interviene il deputato salernitano Simone Valiante: "Le denunce ai vari organi provinciali e alla Commissione Nazionale di Garanzia , senza risposta, che nella città di Avellino e in molti paesi della provincia sono state presentate sul tesseramento e sulle operazioni di voto, le richieste inoltrate ai livelli regionali e nazionale di intervenire per ristabilire le regole e garantire una competizione sana e trasparente sono rimaste senza seguito. Molte sono le anomalie, le difficoltà e le volute complicazioni organizzative che impedissero una partecipazione ampia e democratica. Tutto questo non è più accettabile. La sfiducia per tutto ciò che sta accadendo anche in altre parti d’Italia – continua Valiante – si aggiunge al rammarico di dover constatare la incapacit à della commissione nazionale di garanzia del pd nell’attivarsi con la sollecitudine chiesta a livello locale e nel contribuire a garantire quella trasparenza e regolarità delle procedure tanto auspicata riguardo l’iter congressuale. A questo punto - conclude l’esponente del pd – chiedo le dimissioni dell’organo di garanzia nazionale”.

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