Covid-19, la denuncia di Iannone: "Mia sorella in quarantena, poi all'Asl con alunni e genitori"

Il senatore salernitano e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia sceglie Facebook per raccontare ciò che sta vivendo, ormai da cinque giorni, la sorella insegnante dopo che un suo alunno è risultato positivo"

Antonio Iannone

Sceglie Facebook per raccontare la storia della sorella, che da cinque giorni attende l’esito del tampone, il senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Antonio Iannone. In un lungo post spiega le difficoltà che la sua familiare, di professione insegnante, sta vivendo e denuncia le criticità del sistema sanitario campano.

Il racconto

Iannone entra subito nel merito della vicenda: “Giovedì scorso viene raggiunta da una telefonata da scuola che le comunica che un alunno di una sua classe è risultato positivo al Covid 19 e pertanto deve porsi in quarantena. Prontamente si isola nel mio appartamento (io mi reco da mia madre che è anziana e non pienamente autosufficiente) e attiva la procedura con il medico di famiglia. Dopo qualche ora viene chiamata dall’Asl che le comunica che deve recarsi presso il suo presidio per sottoporsi al tampone (voi capite? Una persona è in quarantena ma deve uscire per recarsi all’Asl a fare il tampone) e li si ritrova con colleghi, alunni e familiari che hanno dovuto accompagnarli trattandosi di minorenni (tutti insieme preoccupatamente). Effettuato il tampone, di corsa a casa ad attendere che arrivi la chiamata che comunichi l’esito. Sono trascorse 108 ore ed ancora nessuna notizia”. 

I quesiti 

L’esponente del partito di Giorgia Meloni pone una serie di domande: “Ma questo avviene solo in Campania o in tutta Italia? Quando ogni giorno danno i bollettini di quali casi positivi del giorno parlano? Quando ogni giorno danno il numero dei tamponi del giorno effettuati di quali tamponi parlano? Quelli di cui hanno l’esito e che risalgono ad alcuni giorni prima? Dopo 8 mesi dall’inizio di questa storia possiamo ancora essere organizzati in questo modo? Pensiamo di presentarci all’inverno in queste condizioni? Con queste soluzioni organizzative veramente si pensa che si possa tenere aperte scuole e tutte le attività in sicurezza combattendo il dilagare del contagio?”. 

La stoccata a Governo e De Luca:

“Se si arriverà ad una nuova chiusura questa volta la colpa sarà solo del Governo nazionale e della Regione perché in questi mesi non si è fatto nessun passo avanti, il funzionamento della macchina ad Ottobre 2020 è lo stesso di Febbraio 2020. Visto che il Governatore della Campania invocava il lanciafiamme dopo 8 mesi può anche usarlo contro se stesso. Visto che il Ministro Speranza confida nelle segnalazioni mi sono permesso di essere il primo spione, non delle mancanze dei miei vicini ma del loro modo di rappresentare lo Stato”.

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