Crescent Salerno bloccato, il commento dei figli delle chiancarelle

"Pieno rispetto per i lavoratori, ma anche per l'ambiente"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

"I Figli delle Chiancarelle salutano con soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato di accogliere la richiesta di sospensione cautelare dei lavori di costruzione dell'ecomostro Crescent avanzata da Italia Nostra.

Questo importante risultato, per la salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio cittadino, si è reso possibile grazie all'impegno del Gruppo Facebook FdC, i cui oltre 6.000 membri hanno raccolto i soldi necessari alla presentazione dei ricorsi di Italia Nostra attraverso la sottoscrizione dei BOP (Buoni Ordinari Pullanchelle).

Vero è che la sentenza del massimo tribunale amministrativo non entra ancora nel merito del giudizio, ma il fatto che i giudici abbiano ravvisato la necessità di affrontare tale merito è segno che i punti oscuri della vicenda sono molti e degni dell'attenzione della magistratura: sdemanializzazione, rischio idro-geologico, impatto ambientale, uso di fondi pubblici in un'operazione speculativa privata. In particolare, riteniamo sia importante far notare che la decisione del giudice è tesa ad evitare che un giudizio definitivo sfavorevole al Comune possa far saltare le finanze cittadine (per quel codicillo al contratto dove è riportata ogni responsabilità economica del blocco dell'opera interamente a carico dell'Ente) e compromettere l'ambiente in maniera irreversibile. 

Da tempo il Gruppo, assieme a Italia Nostra e ad altri comitati cittadini si batte affinché un palazzone alto 30 metri, destinato ad abitazioni private dai prezzi esorbitanti, non vada a deturpare definitivamente il paesaggio e l'assetto urbanistico di una delle zone più belle della città.

In queste ultime ore si sono succeduti vari interventi di assessori, e dello stesso sindaco, nei quali, ancora una volta, con un linguaggio ormai trito, si bollano i sostenitori della battaglia contro il mostro come “nemici di Salerno”. Come al solito, per giustificare i propri errori ambientali e amministrativi, si cerca di costruire un “nemico”. La lista dei "nemici di Salerno" - costruita in questi anni comprendente in pratica tutti coloro che osano semplicemente criticare l'operato dell'amministratore unico o non lo assecondano nelle sue folli scelte – si allunga ora fino a comprendere i giudici del Consiglio di Stato.

In realtà, la vicenda attuale dimostra che, purtroppo, in questa città le forze politiche e sociali, e gli stessi organi di controllo istituzionali, non hanno vigilato abbastanza sull'uso spregiudicato della macchina amministrativa. Solo un giudice imparziale ed esterno all'ottundimento mass-mediatico e agli interessi particolaristici di questa città poteva sentenziare in maniera equa.

Altro argomento vergognoso usato in queste ore è quello secondo il quale l'azione di contrasto del Crescent sarebbe “irresponsabile” poiché causa del “licenziamento” degli operai del cantiere.

Noi, nell'esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori delle ditte costruttrici, ribadiamo che “irresponsabile” è chi ha messo in cantiere un'opera soggetta al giudizio della magistratura esponendo il patrimonio comunale alla bancarotta in caso di bocciatura definitiva del progetto. Riteniamo che i lavoratori abbiano diritto all'applicazione immediata degli ammortizzatori sociali in attesa di un rapido ricollocamento in altri cantieri delle ditte costruttrici, ditte che – tra l'altro – risultano appaltatrici di altre numerose opere in città ed in provincia.

Pieno rispetto per il diritto al lavoro degli operai, ma anche – come giustamente ha stabilito il supremo tribunale amministrativo - pieno rispetto per i diritti di un'intera collettività".

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