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De Luca alla festa del Pd di Genova: il sindaco lascia tutti di stucco

De Luca: "Il mio interlocutore è il presidente del Consiglio Enrico Letta, che mette mano alle deleghe e non Maurizio Lupi: io non sarò Brad Pitt, ma lui sembra la figlia di Fantozzi"

"Qualcuno ha paura che De Luca vada a Roma restando De Luca: tutti sanno che io, se devo lavorare, lavoro con il mio metodo, da uomo libero, contro la palude burocratica e per ottenere risultati: tutti sanno che non sono a Roma per mettermi una medaglia al petto, sto nei luoghi nei quali si può lavorare e ottenere risultati per la comunità. Per me contano i fatti e il rispetto dei territori. Se non è così, saluti e baci: sto bene dove sto". Lo aveva scritto il sindaco De Luca su Facebook.

Preludio, tali dichiarazioni, di quelle ancora più schiette e colorite pronunciate alla festa nazionale del Pd di Genova: "A cinque mesi dall'insediamento del governo, è clamoroso che io non abbia ancora ricevuto le deleghe. Tutto quello che accade alle Infastrutture è nelle mani del Pdl. Siamo in mezzo a uno scontro politico nel governo. Sia chiaro che il mio interlocutore è il presidente del Consiglio Enrico Letta, che mette mano alle deleghe e non Maurizio Lupi: io non sarò Brad Pitt, ma lui sembra la figlia di Fantozzi".

"Il Pd decida se vuole avere dignità politica e se vuole dimostrare di avere gli attributi, altrimenti possiamo anche fare gli esercizi spirituali: mi auguro che Letta metta mano a questa vicenda che sta diventando davvero ridicola", insiste il sindaco di Salerno. Sempre a Genova, poi, non è mancato l’attacco ai dirigenti del Pdl campano, Stefano Caldoro, Nicola Cosentino, Luigi Cesaro e allo stesso ministro Maurizio Lupi. “Il porto di Napoli da cinque mesi è senza presidente dell’Autorità portuale e rischiamo di perdere 250 milioni di euro di fondi europei. La responsabilità è di Caldoro e Lupi. Sono imballati in nome della poltica politicante”.

Del resto, se si rivelasse veritiero il sospetto ancora taciuto da molti, secondo cui alla base della mancata di delega per il sindaco di Salerno si nasconderebbe un complotto ai suoi danni, gli autori di tale strategia non hanno fatto i conti con la tenacia di De Luca che, di certo, non accetterebbe mai di lasciare il posto di sindaco della città che lo ha eletto, per diventare un viceministro senza deleghe, alias, senza impegni da svolgere, lasciando spazio ai suoi avversari politici.

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