Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Disservizi agli uffici comunali di Salerno: due associazioni scrivono al Ministero dell'Interno

Si tratta di “Salute e vita” e “Help Tutela e sostegno dei consumatori" che, in questa battaglia, sono affiancate dal consigliere comunale Gianpaolo Lambiase

Le associazioni “Salute e vita” e “Help Tutela e sostegno dei consumatori”, insieme con il consigliere del Comune di Salerno Gianpaolo Lambiase, hanno chiesto la risoluzione dei problemi sollevati dalle tantissime segnalazioni che ricevute riguardo “la chiusura di diversi uffici comunali (già prima dell’emergenza covid) per mancanza di personale e, dall’altro, l’inefficienza, la disorganizzazione e la lentezza nel rilascio di documenti di riconoscimento e certificazioni anagrafiche”. Nel merito spiegano che “attualmente, riguardo quest’ultimo punto e come testimoniano le tantissime notizie che abbiamo ricevuto, la procedura per il rilascio di un documento di riconoscimento per il cittadino prevede un appuntamento negli uffici pubblici che deve essere preso mediante una chiamata da effettuare su tre numeri telefonici fissi (solo di recente è stata aggiunta anche una pec) che però difficilmente risultano essere reperibili e che, nel momento in cui rispondono, rilasciano un appuntamento dopo circa due mesi!”.

Le segnalazioni

Come esempio fanno sapere che alcuni utenti “hanno chiamato il 27 aprile ed hanno ricevuto l’appuntamento il 30 giugno, chi ha chiamato il 30 aprile ha ottenuto appuntamento il 9 di luglio o addirittura il 14 luglio e via dicendo. Questi due mesi si aggiungono al normale tempo di attesa necessario per ottenere il documento che viene rilasciato comunque dopo 5/7 giorni per via della procedura centralizzata con il Ministero degli Interni che la invia all’ufficio comunale o alla residenza del cittadino”. Per questo ritengono “sia gravissima questa incredibile lentezza nel rilascio di un documento fondamentale per i cittadini” e sottolineano che “tale attesa di due mesi comporta, come effetto domino, una serie di disservizi intensi per la popolazione: a nostro avviso c’è una vera e propria violazione dei diritti personali a partire dal diritto costituzionale di uguaglianza per i cittadini che devono essere trattati allo stesso modo senza alcun tipo di distinzione rispetto ai cittadini delle altre città dove tali inadempienze amministrative non si verificano”.Quello che succederebbe a Salerno, insieme, è da “considerare come una vera e propria discriminazione perché la mancata erogazione in tempi rapidi della carta di identità si correla ad una serie di problematiche troppo gravose per la popolazione: c’è chi ci ha segnalato che non ha potuto ottenere la carta ricaricabile “postepay” per mancanza di documento in corso di validità, chi ha avuto problemi per la compravendita di appartamenti presso il notaio perché il documento smarrito non poteva essere prontamente sostituito, chi ha vissuto gravi ritardi nell’elaborazione della pratica edilizia relativa al cosiddetto “bonus 110%” a causa del documento scaduto; insomma l’inefficienza del Comune di Salerno ha generato un effetto domino di disservizi gravi a scapito dei cittadini in tutti i settori in cui essi hanno diritto ad una amministrazione pubblica efficace ed efficiente”.

La denuncia

Le due associazioni precisano che “queste inefficienze sono iniziate già prima dell’emergenza covid e dunque non bisogna cadere nell’errore di giustificarle con la pandemia: le chiusure degli uffici comunali sono partite già nel corso del 2019 e sono da imputare alle cattive scelte compiute dall’amministrazione comunale. Infatti tale comportamento incapace e cieco deve essere attribuito non di certo al covid e né tantomeno al personale degli uffici pubblici (con i quali siamo solidali) ma solo ed esclusivamente alle scellerate valutazioni politiche dell’Amministrazione comunale che non ha avuto l’intelligenza e la prontezza di sostituire i dipendenti comunali che andavano in pensione e, di fatto, in questo modo ha smantellato l’ufficio anagrafe e dei servizi demografici: ricordiamo che 5 anni fa il comune di Salerno aveva 50 impiegati e oggi ne ha 23, compreso il dirigente”.Per tale motivo “abbiamo già chiesto un intervento al Sindaco tramite conferenza stampa (e all’uopo alleghiamo alla presente diffida sia le foto che il link della nostra iniziativa) ma rispetto ad allora nulla è cambiato: i disservizi sono rimasti così come permangono a nostro avviso anche le violazioni costituzionali perché non si garantisce l’uguaglianza dei cittadini di Salerno rispetto al resto d’ Italia dove i documenti vengono rilasciati dopo 5/7 giorni mentre nella nostra città, purtroppo, sono necessari 2 mesi solo per fare richiesta. Evidenziamo infine che il Comune deve adempiere ai servizi per i cittadini come ente pubblico che agisce per conto dello Stato: non è un caso che la nuova carta di identità venga emessa dal direttamente dal Viminale”.

Le richieste 

Si chiede al Comune di Salerno e al Prefetto di riaprire subito gli uffici comunali e che gli stessi riprendano a lavorare pienamente visto e considerato che siamo ormai in zona gialla (a breve magari addirittura in zona bianca) e che le restrizioni sono ormai allentate. Nelle more si chiede l’intervento del Ministero degli Interni per risolvere e riequilibrare i diritti costituzionali che nel nostro territorio, a nostro avviso, vengono violati così come viene a mancare il rispetto dei doveri della Pubblica Amministrazione territoriale di efficacia, efficienza e trasparenza.Si propone al Ministro degli Interni e al Governo centrale, in persona del Prefetto, di valutare anche l’ipotesi di un commissariamento ad acta per gestire questa gravosa vicenda e risolvere i disservizi descritti che attanagliano i cittadini: dal momento che queste funzioni sono devolute dallo Stato al Comune riteniamo sia necessario che intervenga il Governo centrale perché l’amministrazione del territorio purtroppo non è in grado di ripristinare una gestione efficace. Con la presente, intimiamo e diffidiamo il Comune di Salerno, in persona del Sindaco p.t., a riaprire e contestualmente a ripristinare il corretto funzionamento degli uffici pubblici ovvero di conferire ai cittadini il diritto di richiedere e ottenere in tempi brevi l’emissione del documento di riconoscimento entro e no n oltre il termine di 30 giorni: in mancanza valuteremo l’ipotesi di adire le vie legali per la grave violazione dei diritti costituzionali dei cittadini e per l’inadempienza della Pubblica Amministrazione dei doveri di trasparenza, efficacia ed efficienza”.

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