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Amodio

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Intervista a Giuseppe Amodio: "200 euro per i disoccupati, la litoranea come Las Vegas"

Il candidato sindaco del movimento "Salerno ai salernitani" illustra nei dettagli a Salernotoday il suo programma elettorale in vista delle elezioni amministrative del 5 giugno

Giuseppe Amodio, 45 anni, operatore culturale, è il candidato sindaco del movimento “Salerno ai salernitani”, una lista composta esclusivamente da esponenti della società civile che, come lui, non hanno militanze partitiche alle spalle. Per questo egli si considera a tutti gli effetti la “vera novità” che i cittadini del capoluogo troveranno sulla scheda elettorale alle elezioni amministrative del 5 giugno.

Come nasce la sua candidatura?

“Fino a due anni fa ero un cittadino come gli altri, un opinionista del web che seguiva con molta attenzione i tanti, troppi, problemi che purtroppo ancora oggi non sono stati risolti dalla politica. Non vi è un solo progetto realizzato che ha aiutato i salernitani a stare meglio. Per questo ho deciso di impegnarmi in prima persona partendo da zero. E così, poco a poco, girando nei quartieri e parlando con la gente si è creata attorno a un progetto concreto una vera e propria comunità che si riconosce nel movimento “Salerno ai salernitani”.

Cosa contraddistingue la sua lista dalle altre?

 “Non abbiamo potentati politici alle spalle, rispondiamo solo ai cittadini”.

Quali sono le sue principali proposte per Salerno?

“Prima di tutto bisogna aiutare i più deboli, chi in questi anni è rimasto ai margini. Per questo come mio primo atto di Giunta approverà un sussidio di 200 euro per i disoccupati e gli anziani che non arrivano alle fine del mese. I soldi al Comune ci sono, ma finora sono stati utilizzati per altro. Poi è necessaria la creazione di un “Piano Lavoro” che preveda un finanziamento di 10mila euro per ogni impresa o professionista che assume ed investe in città, oltre alla formazione di una cooperativa di servizi per il turismo che possa impiegare almeno 2mila addetti. L’obiettivo è mettere in campo azioni concrete usufruendo anche dei fondi europei”.

Ecco, veniamo al turismo. In che modo si può rilanciare?

“Noi abbiamo una grande risorsa, il mare, che però non è stata mai sfruttata nel corso degli anni. Ecco, a me piacerebbe creare in litoranea di un’area divertimenti stile Las Vegas. Con locali, stabilimenti balneari, aperti di giorno e di sera per aumentare il turismo in città. In questo modo si riqualifica la zona, che è degradata da sempre, si attraggono turisti e si fa girare l’economia”.

La crisi continua a mordere anche il settore del commercio. Il Comune potrebbe aiutarli in qualche modo?

“Noi di Salerno ai Salernitani siamo totalmente contrari all’apertura di un centro commerciale, come quello del napoletano Gianni Lettieri, con un Ipercoop e 97 mega-negozi che faranno chiudere automaticamente almeno 300 negozi nel capoluogo. Noi invece sosterremo i nostri esercenti portandogli i clienti con ogni mezzo possibile e azzerando la Tosap per tutti nel primo anno e per sempre a tutti i mercatai, cui forniremo anche la copertura nei mercati di via Piave e di Torrione”.

Capitolo “Grandi Opere”.  Il Crescent lo completerà?

“Al di là del problema di legalità legato all’opera, su cui sta indagano la magistratura, ritengo che sia stata compiuta una forzatura nella sua realizzazione. Si tratta, infatti, di un cantiere privato che è stato aperto nel cuore della città senza consultare i cittadini. Io avrei fatto un referendum”.

Altro tema di attualità sono le Fonderie Pisano. Cosa può fare un sindaco?

“E’ evidente che la proprietà vuole essere aiutata a delocalizzare altrove. Soltanto che i contributi che prima arrivavano dal governo centrale non ci sono più. E’ stato approvato un provvedimento ad hoc per l’Ilva, ma era una situazione diversa. Bisogna trovare un’intesa tra le parti e salvaguardare i posti di lavoro”.

Come concluderà la campagna elettorale?

“Gli altri si chiudono negli alberghi, noi continueremo a stare tra la gente: faremo un incontro con i cittadini sulla spiaggia di Santa Teresa”

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