Critiche per Salvini in visita a Salerno: la risposta di Siniscalco a De Luca

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Dopo le critiche alla visita di Salvini a Salerno da parte di De Luca arriva la risposta del responsabile organizzativo della Lega Salerno Tony Siniscalco

Caro De Luca,
apprendiamo dai social che la nostra visita all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona ha urtato la sua sensibilità: la semplice denuncia di un’opera pagata con i soldi dei cittadini e mai collaudata ha scatenato il solito show.
Ma la stessa sensibilità che predica a noi, quando va a inaugurare reparti ospedalieri dove la dimentica? Nel secchiello del cocco? Non avendo argomenti validi a cui riferirsi ha criticato il TAU al collo di Matteo e la nostra camicia fuori dal pantalone, scatenando contro di noi vani tentativi di offesa, additandoci come profughi afgani, parcheggiatori abusivi, passando per venditori di cocco. Premettendo che non è l’abito che fa la politica, nè la camicia fuori o dentro i pantaloni ma se questa è la sua critica beh ... allora vuole dire che la “sua bella maschera” l’abbiamo fatta cadere per davvero; anche perché, offese a parte, non c’è stata nessuna parola contro il senso della nostra visita: il reparto Covid è davvero chiuso !!!

Cosa dice: è più vergognoso questo o la nostra visita al reparto fantasma covid ???

E allora io sono orgoglioso di questa bella comitiva di afgani ( poi siamo noi i razzisti eh!) di venditori di cocco (che è pur sempre un lavoro ), di uomini con la camicia fuori dai pantaloni, che senza timori e da persone libere stanno smascherando tutte le sue bugie e promesse, costruite con i soldi pubblici di onesti cittadini, solo per farsi propaganda politica. Questa, la sua, è la politica politicante !

Noi non siamo parte del “sistema”, del suo “sistema”, non lavoriamo in nessuna partecipata e prima di scrivere sui social non dobbiamo chiedere il permesso come dei sudditi. Siamo persone libere mosse solamente dall’amore per la propria terra, senza tornaconto e senza sfruttarla per “sistemare” la propria famiglia. Noi lavoriamo caro governatore, ma non è la politica che ci dà il lavoro. Per noi la politica è passione, è lo strumento che abbiamo per contribuire a cambiare le cose e per lasciare ai nostri figli un mondo migliore di come lo abbiamo trovato.
Questi due giorni hanno fatto capire a me e ai tanti amici della Lega che non siamo gli unici a pensarla così .
Il calore di migliaia e migliaia di persone che ha raggiunto il nostro capitano e tutti noi nelle piazze di tutta la provincia di #Salerno è stato un chiaro segno di volontà di cambiamento.
Quanto a me, neanche per un istante mi sono sentito il responsabile organizzativo provinciale del partito ma solo il pezzo di un grande “puzzle”, quello della Lega - Campania, che si sta costruendo giorno dopo giorno grazie all’incessante lavoro e dedizione di ogni singolo membro. Che bella squadra la
nostra! Una grande squadra, non un esercito di schiavi al servizio del padrone ma coordinatori, responsabili, militanti, tutti sulla stessa linea, che in lungo e largo stanno portando la “voce” di un reale rinnovamento , resosi necessario per risollevare le sorti della nostra regione, debellata da una cattiva gestione del potere, la sua!

E la cosa ironica sa qual è ???? Che a far notizia non è tutto questo ma qualche contestatore (anche violento che ha lanciato sedie contro la polizia), su migliaia di persone educate che hanno manifestato esprimendo la propria libertà di pensiero, come BUONA e VERA DEMOCRAZIA vuole. La stessa ironia secondo la quale fa più notizia il suo cabaret che la visita ad una struttura che doveva curare delle persone e non è mai partita. E qua, però, finisce l’ironia perché in Campania, come in tutta Italia, sono morte delle persone e lei fa politica su di loro, sulle loro famiglie.
Vogliamo parlare delle tante attività che sono sul lastrico e che si aspettano aiuti concreti? Vogliamo parlare delle scuole che non sanno quando e come ripartire? E potrei continuare all’infinito.

Allora caro presidente, come dice Fabrizio Moro in una sua canzone: “Pensa , prima di sparare...PENSA”.

Meno offese, meno cabaret e più fatti!

Saluti , da uno “scamiciato”.

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