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La lettera per Vendola

La lettera per Vendola

"Caro Nichi, ci siamo illusi": la lettera del neo-gruppo "Appello a Vendola"

"Le primarie del 29 dicembre in Campania sono state una farsa": a scriverlo, in un accorato appello a Nichi Vendola, il neonato gruppo su Facebook

Scrivono a Nichi Vendola, per mostrare tutta la loro indignazione circa quanto accaduto alle Primarie Sel del 29 dicembre, in Campania. Presagio di fratture nel partito, il ritiro del candidato Gianpaolo Lambiase dalle liste. "Il 29 dicembre scorso è frutto di una consultazione elettorale in Campania, in particolare in provincia di Salerno, a mio parere totalmente alterata: la massa di voti ottenuta da alcuni candidati è assolutamente ingiustificabile, a fronte del limitato afflusso di elettori ai seggi", precisò Lambiase.

"I conteggi improbabili - ha aggiunto l'ex-candidato - e le irregolarità diffuse segnalate attraverso ricorsi alle Commissioni competenti nazionale e regionale, sono stati di fatto ignorati, forse per ristrettezza di tempi e scarsi mezzi da parte dei membri delle Commissioni". A fronte della situazione, dunque, il salernitano Alessandro Turchi ha dato vita su Facebook al Gruppo Appello a Nichi Vendola, raccogliendo innumerevoli condivisioni circa la posizione di chi, in Sel, aveva riposto la sua fiducia ed ora si trova, deluso, ad assistere a tali irregolarità.

"Negli ultimi giorni si è avuto addirittura notizia della sparizione di registri, schede e verbali originali della provincia di Salerno - si legge dall'appello che gira on-line - Tra i candidati delle liste che tu capeggi in Campania per le prossime elezioni politiche, ci sono tante persone per bene, ma all'interno dell'organizzazione di partito abbiamo la netta sensazione che ci siano strani personaggi che hanno volutamente alterato la competizione elettorale delle primarie, organizzando sui territori una serie di irregolarità".

"Avevamo pensato - è ancora scritto sul documento - che trasparenza, legalità, più in generale la questione morale fossero fattori caratterizzanti la militanza e la stessa sopravvivenza politica di Sel. Evidentemente ci siamo sbagliati".

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