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Regionali, caos nel Pd: i vertici campani "sospendono" Alfieri e gli indagati

Momenti di tensione e urla si sono registrati nel corso della riunione regionale del partito. Nel mirino della Tartaglione anche Magliulo e i candidati avellinesi

Nuove grane in casa Pd. A pochi giorni dalla presentazione ufficiale delle liste per le elezioni regionali, la direzione campana del partito guidata dal segretario Assunta Tartaglione non avalla le candidature arrivate dalle federazioni provinciali e rinvia ogni decisione alle prossime ore passando la patata bollente ai vertici nazionali.

Uno stop che coinvolge anche la provincia di Salerno. Tartaglione, infatti, ha chiesto ancora una volta un passo indietro al sindaco dimissionario di Agropoli Franco  Alfieri, sposando in toto le indicazioni nazionali sulla linea tracciata a Roma da Lorenzo Guerini sulle liste pulite in Campania. Alfieri, infatti, è sotto processo per corruzione nell’ambito dell’inchiesta Due Torri per fatti risalenti a quando era assessore ai lavori pubblici alla Provincia di Salerno. Nel mirino della Tartaglione anche il sindaco dimissionario di Villa di Briano Dionigi Magliulo, che è stato rinviato a giudizio per corruzione elettorale. Sospesa ogni decisione anche sulla lista della provincia di Avellino.

Momenti di tensione e urla si sono registrate nel corso della riunione regionale del Pd. Con Alfieri che prova a difendersi: “Non accetto processi sommari” e il segretario provinciale Nicola Landolfi che si dice pronto a fare le barricate per difendere i candidati salernitani, anche quelli indagati.

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