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Caso De Luca: Fasano, Carfagna, Berlusconi e Caldoro contro l'ex sindaco

Intanto il M5S, oltre a presentare un esposto in Procura per puntare la candidatura di De Luca, parla di un potenziale conflitto di interessi per il premier Renzi

La questione della Legge Severino fa adirare gli avversari del candidato per il centrosinistra alla Presidenza della Regione, Vincenzo De Luca. Rincarano la dose, infatti, gli oppositori dell'ex sindaco di Salerno. "Mi appello al Presidente del Senato Grasso perché rispetto alla vestale ipocrita di questo tempo della politica e delle istituzioni, non si utilizzino, né tantomeno si ipotizzino, due pesi e due misure. Berlusconi espulso dal Parlamentare per la retroattività della Legge Severino, De Luca che dice invece di superare il problema con la complicità di Palazzo Chigi". A dirlo, è il senatore Enzo Fasano, commissario di Forza Italia Salerno. "Noi da tempo abbiamo sperimentato la doppia morale e i due pesi della sinistra, ma adesso la misura è davvero colma. Qualcuno fermi Renzi nel caso si azzardi a costruire pasticci per aggirare la Legge Severino, o peggio ancora temporeggiare per avvantaggiare De Luca. Siamo pronti a portarlo in Tribunale per omissione di atti di ufficio, nel caso tergiversasse nell'affrontare il provvedimento sospensivo di De Luca”, ha annunciato.

E intanto Berlusconi a Radio Anch'io osserva: “Renzi può intervenire con una modifica alla legge Severino, cosa che non ha ritenuto di fare quando si è trattato di Silvio Berlusconi. Io chiedevo – aggiunge – una cosa semplice, cioè di aggiungere una norma che dice che la presente legge si applica a fatti successivi alla sua entrata in vigore. Cosa addirittura pleonastica ma che è stata dimenticata e la legge Severino con me è stata applicata retroattivamente. Così – prosegue il Cavaliere – sono riusciti a farmi decadere dal Senato e rendermi incandidabile per sei anni. Tuttavia sto aspettando la Corte dei diritti di Strasburgo e spero che la sentenza verrà ribaltata”.  E la  deputata di FI Mara Carfagna ai microfoni di Radio Club 91: "Renzi non ha mai avuto il coraggio di dire la verità, e in questo senso è stato vigliacco, cioè che De Luca non è eleggibile e quindi non può permettersi di portare una regione delicata come la Campania nel caos. Renzi il rottamatore e il rinnovatore si è quindi dovuto fermare davanti alle ambizioni di De Luca a costo di far piombare la Campania in un vuoto senza fine di fronte al quale nessuno saprebbe come reagire”. Stefano Caldoro, ricandidato alla presidenza della Regione Campania, nel corso de ‘La Telefonata’ di Maurizio Belpietro ha detto: "Quella di De Luca è una ambizione personale contro gli interessi dei cittadini, una candidatura contro la legge. Si sapeva da prima. Se un politico si candida alla più alta carica regionale non lo può fare contro la legge. Passa in Campania un messaggio devastante". Infine dal M5S, oltre a presentare un esposto in Procura per puntare il dito contro la candidatura di De Luca, si parla di un potenziale conflitto di interessi per il premier Renzi: "De Luca sta trascinando il presidente del Consiglio dei ministri in un vortice pericoloso, essendo nella duplice veste di premier e segretario del Pd" 

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