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Gigi Casciello

Gigi Casciello

Gigi Casciello: "ll post-De Luca è tutto da scrivere, via moralisti e voltagabbana"

Il noto giornalista salernitano traccia senza peli sulla lingua un duro bilancio sull'attività politica che negli ultimi anni ha caratterizzato la città di Salerno

“Il post-De Luca è tutto da scrivere ma nel centrodestra basta con i moralisti ed i voltagabbana. Io ho altro da fare ma sono pronto a fare la mia parte”. E’ un fiume in piena Gigi Casciello, ex direttore di giornale e stimato giornalista salernitano, nel descrivere l’attuale situazione sociale, economica, politica della città di Salerno. E, soprattutto, del futuro che – secondo lui – dovrebbe caratterizzare il capoluogo negli anni avvenire. Parla a tutto campo l’esponente di spicco di Forza Italia, da sempre fedelissimo di Mara Carfagna, anche del suo futuro politico e di quello del movimento azzurro a cui ha aderito ormai da tantissimi anni. 

Dopo l’esito delle regionali sembra che il centrodestra sia sparito. Non trova?
Il risultato delle elezioni regionali ha determinato un inevitabile e logico momento di riflessione. Forza Italia non solo non è scomparsa ma ha immediatamente fatto un’analisi pubblica del voto ed assunto decisioni inequivocabili con l’azzeramento dei vertici provinciali affidando al commissario provinciale, il senatore Enzo Fasano, di individuare e nominare i componenti del nuovo direttivo. C’è stata poi qualche iniziativa pubblica a Salerno promossa dal coordinatore cittadino Raffaele Adinolfi ed i nostri amministratori locali continuano a fare il proprio lavoro sul territorio. Le aggiungo che a settembre ci saranno importanti adesioni al partito da parte amministratori locali in diversi centri della provincia e d a settembre inaugureremo anche la nuova sede su Corso Vittorio Emanuele.

Come giudica la sconfitta di Caldoro?
Una sconfitta evitabile se fosse stato affrontato in maniera meno supponente il rapporto con De Mita. Anzi, credo che nella vicenda Stefano Caldoro abbia delegato troppo qualche suo collaboratore che ha dimostrato di essere un mediocre ed umorale dirigente regionale ed un pessimo politico. Abbiamo dilapidato un patrimonio elettorale. Tra l’altro credo che anche la scelta di presentare una lista del presidente sia stata affrontata nel modo sbagliato: in quella lista andavano candidati esponenti di area, della cultura, dell’impresa non consiglieri uscenti dell’ex Pdl. Così non c’è stato alcun valore aggiunto ma solo voti sottratti a Forza Italia…Non che sia stato fatto meglio con la lista Noi Sud, basta confrontare il risultato ottenuto da Forza Italia alle elezioni europee di un anno fa e confrontarlo con quello delle regionali: i voti mancanti sono andati a Noi Sud ed alla lista Caldoro. E’ sufficiente una elementare operazione aritmetica… Da un punto di vista mediatico è stato sbagliato tutto ciò che c’era da sbagliare: prima la scelta del basso profilo, poi un Caldoro improvvisamente aggressivo….Un disastro mediatico.

Secondo lei perché De Luca è riuscito a conquistare la Regione?
Per la supponenza del centrodestra e poi perché De Luca è stato capace di intercettare il voto di categorie professionali ed imprenditoriali che sperano di avere ora un rapporto privilegiato con il nuovo Governatore. Tipica logica da trasformismo meridionale….  Caldoro avrà sicuramente trovatoin regione  una situazione disastrosa nel 2010, a cominciare dall’emergenza rifiuti ed il deficit della sanità ma le scelte vanno spiegate. Non è possibile chiudere l’ospedale di Agropoli e non andare nel Cilento a spiegarne le motivazioni. Anzi, a pensarci, Caldoro è andato nel Cilento ma ad un incontro presso la diga dell’Alento con l’avvocato Franco Chirico contro la cui gestione del Consorzio Velia Forza Italia aveva presentato interrogazioni in Regione ed in Parlamento. Devo aggiungere altro? L’astensionismo ha fatto il resto ma innanzitutto abbiamo perso noi…

Lei è da sempre un noto giornalista salernitano che ha avuto modo di seguire l’avvento di De Luca a Salerno, crede che il deluchismo sia ancora così forte?
Se De Luca avesse perso sarebbe scomparso anche il deluchismo che è una degenerazione del rapporto tra potere locale ed elettorato. Molti esponenti del mondo delle professioni e dell’impresa sono semplicemente degli opportunisti: negli anni Settanta stavano tutti con Gaspare Russo, poi con De Mita negli Ottanta e Novanta si sono divisi tra Conte e Del Mese. Dopo pochi mesi l’elezione di De Luca a sindaco nel ’93 (quando in gran parte avevano sostenuto il professore Pino Acocella) si sono consegnati a De Luca determinando il fenomeno del deluchismo, la confusione totale tra potere e società. Vedete quanto sta accadendo per la processione di San Matteo dove si ha la pretesa di dire al Vescovo quale debba essere il percorso e la modalità della processione stessa. Una vergogna….

Quali sono gli aspetti positivi (se ce ne sono) e quelli negativi del deluchismo?
Il deluchismo è una adesione servile al potere non ha alcun lato positivo. Altro è il giudizio sugli anni della gestione De Luca…

Come vede Salerno dopo quasi 20 anni di guida deluchiana?
La città è cresciuta, è cambiata, eppure non ha una sua identità. Un limite grande che va addebitato solo a De Luca. Alfonso Menna in 15 anni realizzò il porto commerciale ed una florida zona industriale, costruì il sogno della grande Salerno lasciando ai salernitani il ricordo di una città pulita….E nel 1956, anno dell’elezione di Alfonso menna, Salerno era  stata appena messa in ginocchio dall’alluvione del 54… I limiti al tempo furono tanti ma De Luca in 20 anni, cinque in più di Menna, ha costruito e realizzato solo il suo sogno di diventare presidente della Regione.  Sabato scorso  una persona a me cara ha postato su Facebook una foto del porto turistico di piazza Concordia mentre rientrava in traghetto dalla Costiera, chiedendosi, fiera, se si trattasse di Salerno o Montecarlo. Un po’ perché le voglio troppo bene ed un po’ perché sto imparando a non alimentare polemiche su quello strumento infernale che è Facebook, non ho risposto che era vittima di un’illusione ottica. Troppo poco perché Salerno si avvicini a Montecarlo, il lungomare di Salerno non è stato realizzato né ristrutturato negli anni di De Luca e lo stesso discorso vale per il Corso Vittorio Emanuele, la zona industriale è stata desertificata. Gli anni di De Luca sono stati anche il ventennio di idee non realizzate e di progetti naufragati. Sicuramente l’Amministrazione comunale non ha rappresentato un punto di riferimento per le imprese. Il fallimento del pastificio Amato va addebitato, ad esempio,  anche alla scelta folle di rincorrere il Comune sull’idea di una improponibile e velleitaria trasformazione urbanistica dell’intera area del vecchio pastificio a Mercatello  quando sul tavolo c’erano più realistiche proposte per la realizzazione di edifici residenziali ma non nello “standard” eccessivo cui era legato il progetto, di un archistar francese, approvato dal Comune. C’era in tal senso una seria proposta di un gruppo imprenditoriale, gli Amato non si sarebbero ritrovati nel pasticcio del mutuo con il Monte Paschi e con circa 20 milioni di proventi  di ricavo dall’operazione sarebbero stati messi a posto i conti del pastificio.  E questo è solo un esempio di come le ambizioni della politica possano essere letali. Gli anni di De Luca saranno ricordati soprattutto per un gigantismo provinciale. Una sindrome che ha portato al deluchismo.

Gli errori più grandi di De Luca?
Intendiamoci, Enzo De Luca ha vinto le elezioni regionali perché ha saputo rappresentare come un modello positivo la sua esperienza di sindaco di Salerno e le Luci d’artista si sono rivelate uno strumento di propaganda, soprattutto nell’hinterland napoletano, ben oltre quanto si potesse immaginare. E’ quindi risibile parlare di errori quanto piuttosto di una politica non che non condivido…perché tutti quelli che sono per me i suoi errori si sono dimostrati determinanti per il suo successo: l’occupazione sistematica e padronale del potere attraverso le società partecipate, il circolo chiuso degli incarichi, la politica familistica attraverso i figli e gli amici dei figli, il mancato impegno per la crescita di una vera  classe dirigente e non di ossequiosi ragazzotti pronti ad assecondare ogni idea bislacca. Penso al danno procurato da De Luca ed i suoi nella scelta del  candidato del centrosinistra per la presidenza della Provincia: Canfora è una brava persona ma assolutamente inadeguato ma perfetto per eseguire le indicazioni di De Luca.Noi del centrodestra abbiamo poi fatto il resto con le divisioni ormai note che hanno portato alla vittoria dell’inconsistente Canfora …Il risultato è che la Provincia si è liquefatta….

Perché nonostante questi errori il centrodestra non è mai riuscito a vincere o a sfiorare la vittoria?
Poiché le ho spiegato il mio punto di vista sulla questione mi pare ovvio che avremmo potuto affrontare le prossime elezioni amministrative con ben altro piglio se avessimo vinto le elezioni regionali: il sistema-De Luca si sarebbe ripiegato su se stesso in un clima da ultimi giorni dell’impero. Oggi è tutto più complesso ma non per questo il centrodestra non deve fare tutto il possibile per ritrovare l’unità intorno ad un progetto comune ed un candidato credibile.  L’unica possibilità è iniziare dai primi giorni di settembre un percorso di proposte alla città, una continua azione informativa con la quale spiegare la nostra idea per dare un futuro vero alla città, per rimettere in piedi il commercio, dare una prospettiva ai professionisti oggi mortificati da logiche parentali e familistiche che riconducono solo al sistema-De Luca. Ma poi ci sono anche piccole ma decisive questioni: la città è sporca, il corso Vittorio Emanule un campo di battaglia, il lungomare si trasforma in un suk, opere non ultimate, altre abbandonate, periferie tornate ad essere tali. Insomma, non è che manchino argomenti per una seria campagna elettorale.

Mi fa l’identikit di un possibile candidato sindaco del centrodestra?
Le posso innanzitutto dire che non mi troverebbe d’accordo, per quanto si ritenga possa valere la mia opinione, una candidatura che non sia di chiara appartenenza alla nostra storia. Quindi mi sembra improponibile il solo pensare a chi è stato assessore con De Luca o con De Biase. Non mi convincono nemmeno le autocandidature di “neosalviniani “o di quanti dopo aver attraversato tutti i partiti del centrodestra pretendono di rappresentarsi come civico e quindi non riconoscere il ruolo ed il diritto-dovere di scelta dei partiti del centrodestra. Ed ancor meno mi convince chi oggi veste i panni del savonarola e ieri non si è però sottratto a ricoprire incarichi ben remunerati dalla Provincia: se si contesta una logica di occupazione del potere lo si fa sempre, non c erto a seconda della propria appartenenza e convenienza. Sarà una battaglia difficile, ancora più complicata se il candidato del centrosinistra dovesse essere Enzo Napoli, ma abbiamo il dovere di non sprecarla con candidature che abbiano prospettive solo per chi crede di usare le elezioni a sindaco per proprie aspirazioni elettorali in altre competizioni. Serve un nome nuovo. Facciano tutti un passo indietro, lo ha fatto il nostro commissario provinciale Enzo Fasano per favorire l’unità del centrodestra, lo faccia anche chi si è già proposto come l’avvocato Michele Sarno ed il consigliere comunale Roberto Celano..

Lei sarà in campo?
Da settembre avrò impegni  professionali più stringenti. Nella mia vita sono cambiate tante cose ed oggi ho soprattutto il desiderio di non perdere fino in fondo ciò che ho più a cuore e speravo di aver conquistato. La politica per me è passione e gratuità e farò la mia parte se Forza Italia ed il centrodestra riterranno di dover richiedere il mio impegno e le mie idee ma certo non da candidato. Certo, il mio resta il migliore risultato del centrodestra contro De Luca ma non sono uomo buono per tutte le stagioni, tocca a qualcun altro….Scenderei  in campo solo se vedessi Forza Italia ed il centrodestra consegnati  a qualche voltagabbana di professione, a quanti dai banchi del centrodestra hanno fatto da stampella a De Luca in Consiglio comunale o a qualche mediocre moralista senza morale. Ma non accadrà. Sono certo che l’onorevole Mara Carfagna ed il senatore Enzo Fasano garantiranno il rispetto e la tutela della nostra storia ed individueranno insieme agli altri partiti del centrodestra il candidato migliore.
 

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