Politica

Duemila loculi gestiti dalle congreghe a Salerno: Lambiase interroga il Comune

Il consigliere comunale di "Salerno di tutti" vuole fare chiarezza sul rapporto tra l'amministrazione comunale e le confraternite religiose

Circa duemila loculi del cimitero di Salerno sarebbero gestiti dalla congreghe o confraterniste religiose con il nullaosta del Comune. E beneficerebbero di sgravi fiscali e semplificazioni amministrative. Una sorta di Zes (Zona economica speciale), come la definisce in una nota il consigliere comunale di “Salerno di tutti” Gianpaolo Lambiase, in cui non si pagherebbero tasse e neppure servizi.

La denuncia

Le congreghe sarebbero di fatto proprietarie di edifici e cappelle con oltre 2 mila loculi che poi sarebbero concessi ai parenti dei defunti dietro un’offerta oppure un obolo spontaneo di circa 4mila euro. Su questo rapporto intende fare luce l’esponente della sinistra salernitana che ricorda: “Per confraternita si intende, ai sensi dei canoni 298 e seguenti del vigente codice di diritto canonico, un’associazione pubblica di fedeli della Chiesa cattolica che ha come scopo peculiare e caratterizzante del culto pubblico, l’esercizio di opere di carità, di penitenza, di catechesi non disgiunta dalla cultura”. In questo caso, per Lambiase, “stiamo parlando di un potenziale giro di affari (scusate il riferimento volgare e non appropriato) di qualche milione di euro”. “Una offerta che non è regolata da alcuna norma, e che è assimilabile alla condizione giuridica che in anni passati era definita manomorta ecclesiastica: una situazione di privilegio in base alla quale determinati beni di chiese e conventi non erano soggetti ad imposte”.

Per questo Lambiase si pone alcune domande: “Con quale atto amministrativo il Comune ospita all’interno del Cimitero le congreghe religiose? Le congreghe pare non abbiano personale impiegato, né disponibile: chi provvede alla faticosa posa del defunto nel loculo? Chi si adopera per la riesumazione, ovvero del recupero dei poveri resti dopo gli anni trascorsi nel loculo? Le congreghe, che gestiscono “privatamente” i propri edifici-mortuari, usufruiscono dei viali alberati, dei servizi di pulizia e dell’illuminazione che il Comune garantisce all’area cimiteriale. Perché non versano alcuna “tassa” al nostro Ente locale?”.

La replica

Il notaio Paolo Califano, priore dell’arciconfraternita salernitana del Carmine, precisa su Il Mattino: "È vero – afferma – che la cifra da corrispondere per la concessione trentennale del loculo, rinnovabile per altri trent’anni, è di quattromila euro, ma non è vero che non ci curiamo della manutenzione delle cappelle. Ne abbiamo due, dove un operaio si occupa della pulizia per due giorni alla settimana. Inoltre capita spesso che provvediamo noi, economicamente, alla rottura dei mattoni necessaria all’esumazione di un defunto, soprattutto quando i suoi parenti non hanno mezzi per provvedere. Non siamo nemmeno tassativi sui trent’anni di concessione. Quanto ci viene dato per la concessione del loculo è speso interamente per i defunti. Portiamo avanti tante opere di carità, un esempio è la recente costruzione di un pozzo in Etiopia, ma non con altri mezzi. Spesso poi collaboriamo con il Comune per la risoluzione di alcuni problemi pratici relativi al cimitero".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Duemila loculi gestiti dalle congreghe a Salerno: Lambiase interroga il Comune

SalernoToday è in caricamento