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Inchiesta Due Torri: nelle intercettazioni, anche una telefonata al sindaco De Luca

Lo rende noto il quotidiano Metropolis: era l’8 gennaio del 2013, quando nell’ambito di un contesto di conversazione, proprio De Luca rassicurò Franco Alfieri circa l’elezione al Parlamento di Sabrina Capozzolo

Nelle intercettazioni telefoniche per l’inchiesta Due Torri, compare anche un colloquio telefonico tra il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, e il primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca (che non è indagato, perchè estraneo all’inchiesta). Lo rende noto il quotidiano Metropolis: era l’8 gennaio del 2013, quando nell’ambito di un contesto di conversazione, proprio De Luca rassicurò Franco Alfieri circa l’elezione al Parlamento di Sabrina Capozzolo, che il sindaco di Agropoli dice di aver candidato per le primarie del Partito Democratico.

Secondo il pm Rosa Volpe gli sforzi di Alfieri venivano ricompensati con l’inserimento della donna nella graduatoria finale utile all’insediamento nel Parlamento italiano. In tale contesto s’inquadrano le conversazioni telefoniche avvenute il 24 dicembre del 2012 e il primo dicembre del 2013 tra Franco Alfieri e il suo amico Angelo Michele Lizio, dirigente ella Provincia di Salerno e indagato nell’inchiesta. Il sindaco Vincenzo De Luca, nel contesto di una conversazione telefonica censita l’8 gennaio 2013, forniva ad Alfieri la certezza che Sabrina Capozzolo sarebbe stata tra gli eletti al futuro Parlamento. In relazione alla volontà di Alfieri di candidarsi alla Regione Campania, il giorno 14 gennaio del 2013, era stata censita una conversazione ambientale nel corso della quale proprio Franco Alfieri esortava tale Michele, verosimilmente Michele Pizza, 58enne di Rutino, consigliere del Comune di Agropoli nella “Lista Alfieri”, ad organizzare la sua campagna elettorale. Nella circostanza Michele accettava l’impegno sostenendo di aver già “parlato agli operai e agli amici”, aveva asseriti Michele Pizza che è il fratello di Egidio, amministratore della Sudappalti.

Ma Franco Alfieri insieme a Angelo Michele Lizio toccava ulteriormente vari argomenti attinenti alle vicende politico giudiziarie della Provincia di Salerno (era il 28 settembre del 2012). Alfieri teorizzava che l’assessore ai lavori pubblici in carica, Attilio Pierro, era in realtà “una testa di legno” di quello uscente (Marcello Feola), successore proprio dello stesso Alfieri. E l’ingegnere Lizio (dirigente della Provincia, responsabile del settore patrimonio e gestione degli immobili) riferiva che “nei prossimi consigli provinciali sarebbe stata trattata la questione di incompatibilità della carica del presidente Cirielli. Alfieri sarcasticamente commentava la rescissione di un contratto lavori per la realizzazione di un sottopasso ferroviario nella zona Lungorino. “Giusto a titolo di cronaca hanno rescisso il contratto per il sottopasso e si sono fottuti pure il milione di euro, cioè proprio un liscibusso. E’ una cosa proprio... che vergogna. ”, asseriva ridendo. insieme all’interlocutore. Poi Alfieri parla di una strada interpoderale (Celso-Casalvelino): “Mi hanno fatto finanziare una strada ma io me ne sono accorto dopo... Nonostante era una strada provinciale... ti giuro... ma poi... io tu lo sai me ne sono sempre fottuto perchè c’era Cuozzo poi Angelo. Se l’è vista lui, faceva tutto lui”, scrive il quotidiano.

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