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Inchiesta sulla Regione, il Pd accusa De Luca: "Per noi danno d'immagine"

Alta tensione nel Pd dopo la bufera giudiziaria che si è abbattuta sull'amministrazione regionale e sul governatore. Alla segreteria regionale assenti numerosi big del partito

Alta tensione nel Pd sull’inchiesta giudiziaria che, ormai da diversi giorni, si è abbattuta sull’amministrazione regionale e sul suo presidente Vincenzo De Luca. Ieri, per oltre quattro ore, si è riunita la segreteria regionale che, all’ordine del giorno, aveva il suo azzeramento. A dettare la linea è stata la segretaria Assunta Tartaglione che ha chiesto a tutti i dirigenti di “ricostruire il rapporto con i cittadini confusi da questa vicenda gestita malissimo sul piano della comunicazione e si è abbattuta come una folgore sul partito, creando un forte danno d’immagine al Pd”. Grandi assenti al vertice i Giovani Turchi legati al ministro Andrea Orlando e al presidente nazionale Pd Matteo Orfini. Ma anche Andrea Cozzolino, Valeria Valente, Michele Grimaldi e Antonio Marciano.  La Tartaglione ha confermato la volontà di voler azzerare la segreteria provinciale, scelta criticata aspramente dal segretario salernitano Nicola Landolfi, e di recuperare coloro che non hanno partecipato alla riunione di ieri. “Abbiamo lavorato con grande responsabilità per il rilancio dell’azione politica del Pd sottolineando l’importanza di costruire un rapporto diverso tra il partito e il presidente De Luca. Ci vuole – ha avvertito Tartaglione - un cambio di passo”.

Molto critico sulla situazione di caos venutasi a creare in Regione Campania l’europarlamentare Andrea Cozzolino: “Trasparenza e legalità nelle istituzioni campane. L'obiettivo è recuperare il rapporto dei cittadini con le istituzioni. Ed è in questo verso che dobbiamo lavorare. Si sono commessi molti ed evidenti errori e questo è sotto gli occhi di tutti: adesso bisogna riaffermare, fino in fondo, la funzione dei partiti che devono essere al servizio delle istituzioni oltre gli interessi dei singoli. D'altronde non ci possono essere ustituzioni rispettate dai cittadini se i partiti, a partire dal nostro Pd, non ritrovano le ragioni di un'etica alta come precondizione per recuperare una credibilità perduta. Oggi - conclude Cozzolino - non è così, e dobbiamo dircelo, non tutti gli atti sono stati compiuti, la posta in gioco è troppo alta, riguarda la credibilità nel rapporto tra i cittadini e le Istituzioni: se non assumiamo questo dato condanniamo noi stessi ad una seria, profonda ed irrecuperabile marginalità politica". 
 

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