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Trincerone Cava, Cirielli presenta un'interrogazione al ministro Bray

Il deputato di Fdi: "Serve una soluzione che tenga conto delle precipue finalità pubbliche dell'opera e le non meno importanti tutele paesaggistiche, individuando eventuali responsabilità"

"Ho presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, per sapere quali provvedimenti ritenga opportuno adottare per addivenire ad una rapida e definitiva soluzione per il completamento del Trincerone ferroviario di Cava de’Tirreni". Lo annuncia Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia e componente dell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio.

"Una soluzione – scrive – che tenga in debito conto le precipue finalità pubbliche dell’opera e le non meno importanti tutele paesaggistiche, individuando eventuali responsabilità nella condotta della Soprintendenza che, a tutt’oggi, non consente il riavvio dei lavori. Si tratta – spiega Cirielli - di un’opera che la città attende da anni quale soluzione ai suoi problemi di viabilità e di vivibilità, con la previsione di grandi spazi verdi e una serie di strutture funzionali alla fruibilità della cittadinanza; il completamento del Trincerone ferroviario rappresenta, inoltre, un’importante occasione di rilancio anche occupazionale per tutta la città".

"Nel 2012 – conclude Cirielli- ero stato largamente rassicurato dal Ministro per i beni e le attività culturali pro tempore, Lorenzo Ornaghi, prima e dal segretario generale del Ministero per i beni e le attività culturali poi sull'esito positivo della vicenda, seppure non in tempi rapidi, posta la complessità della stessa; numerose sono state le riunioni tecniche, anche a livello regionale, a seguito delle quali si è addivenuti a un consolidato orientamento favorevole a risolvere l’annosa situazione in maniera sostenibile; nonostante le rassicurazioni ottenute, ad oggi la vicenda non ha ancora visto alcun esito".

Sulla questione interviene anche il responsabile provinciale della Cisal  Giovanni Giudice: “Il settore non può soffrire ulteriormente i disagi di uno stato di paralisi del cantiere del Trincerone di Cava de’ Tirreni. I primi a pagare saranno i lavoratori, dato che gli esercizi commerciali non riescono più a svolgere la loro normale attività lavorativa a causa della chiusura del ponte che ha comportato un minore afflusso della clientela. A preoccupare è la tenuta del settore, i primi  a pagare le conseguenze dei disagi e della crisi del comparto sono i dipendenti. In situazioni difficili come queste, tutti gli  Enti preposti devono intervenire celermente per sbloccare la situazione, Cava non può soffrire per le lungaggini burocratiche”, il monito di Giudice. “La chiusura - in questa primavera - della strada che collega il comune di Cava con Salerno aveva già dato un colpo durissimo al commercio e ai cittadini. Non si può rimanere in balìa della burocrazia mentre il settore muore".
"Adesso dobbiamo aggiungerci anche l’aumento dell’aliquota Iva, che sarà una mannaia per quanti fino ad ora hanno resistito in questo periodo difficilissimo. I disagi del commercio si ripercuotono sui dipendenti, meno soldi uguale meno lavoratori; l’aumento dell’Iva sarà un colpo duro in termine di posti di lavoro, anche se ci auguriamo di no. Se non viene rifinanziato il decreto sulla cassa in deroga, se si aumenta l’aliquota Iva, si ipotizza un calo di vendite dove i primi a rischiare saranno i lavoratori”, ha concluso il responsabile provinciale della Cisal.

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