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Politica/Le nostre interviste/ parla l'assessore al bilancio Alfonso Buonaiuto

L'assessore sui risparmi del Comune: "Il Comune non ha neanche un'auto blu e siamo stati tra i primi in Italia a rinunciarvi. Abbiamo, poi, venduto parte del nostro patrimonio immobiliare. Questo ha dato un po' di respiro, ma servono risparmi continui"

Alfonso Buonaiuto è da circa 3 anni assessore al Bilancio del Comune di Salerno: lo abbiamo intervistato per fare il punto della situazione economica di Palazzo di Città.

Assessore, lei ricopre un ruolo importantissimo in un momento storico non facile per gli enti locali: quali sono le difficoltà attuali per le casse dei comuni?

Il momento economico è particolarmente difficile, i tagli iniziati con il governo Berlusconi e proseguiti con Monti ci hanno molto penalizzato. Basti pensare che nel 2011 il Comune di Salerno riceveva come trasferimenti statali circa 63 milioni di euro, mentre nel 2013 questi si sono ridotti a soli 33 milioni. Si parla di una taglio di circa il 50% in soli due anni. A farne la spesa è, purtroppo, il lavoro ordinario dei Comuni perché si deve abbassare la spesa corrente per far capo ai tagli.

Quali sono le voci in cui il Comune investe di più?

La volontà politica del sindaco è quella di rendere Salerno un’eccellenza nelle politiche ambientali, e quindi nella raccolta differenziata, e nelle politiche sociali per la famiglia, divenendo il capoluogo di provincia con la migliore rete di asili nido. Abbiamo, quindi, investito molto in queste politiche, divenendo uno dei primi capoluoghi per raccolta differenziata e per presenza di asili nido e garantendo anche un’altissima qualità. Purtroppo la situazione economica fa in modo che non riusciamo ad investire quanto vorremmo in altre politiche, ma vanno fatte delle scelte.

Quali sono invece le strategie per creare un risparmio nei conti pubblici?

Abbiamo iniziato con il tagliare il superfluo. Il Comune non ha neanche un’auto blu e siamo stati tra i primi in Italia a rinunciarvi. Abbiamo, poi, venduto parte del nostro patrimonio immobiliare. Questo ci ha dato un po’ di respiro, ma servono risparmi continui nel tempo, quindi, abbiamo rinegoziato i contratti di telefonia. Solo così abbiamo risparmiato 700 mila euro l’anno e forse nei prossimi anni arriveremo anche ad 1 milione. Abbiamo, poi, tolto dal bilancio alcuni fitti passivi trasferendo gli uffici che si trovavano in edifici non nostri in strutture comunali. Abbiamo, infine, abbassato le voci del salario accessorio, straordinari e turni notturni della Polizia municipale, a causa della procedura di infrazione mossaci dalla Corte dei Conti. L’idea è di coniugare risparmi continui con vendite straordinarie di immobili comunali.

Da amministratore pubblico, qual è la sua idea sulla vicenda Imu?

E' stata una vicenda schizofrenicamente idiota. Il vero problema è che non c’è stato un quadro certo. Si è proceduto per tentativi. Gli enti locali, spesso, fanno delle anticipazioni di cassa in attesa di ricevere i tributi. Questo, non è stato possibile per il quadro di grande incertezza che ruotava su un tributo delicatissimo che è quello sulla casa. I trasferimenti statali che dovevano coprire il mancato gettito, poi, sono stati per lo più ridotti rispetto al taglio dell’imposta creando ulteriori problemi. C’è stato un problema di approssimazione.

Parliamo di politica nazionale:  cosa ne pensa del Governo Renzi?

Rompere degli equilibri è difficilissimo, in Italia lo è ancor di più. La situazione è sotto gli occhi di tutti ed è drammatica, ma è anche vero che ci sta una nuova spinta ed un nuovo entusiasmo. Gli 80 euro in busta paga, per esempio, anche se sembrano pochi, portano una ventata di ottimismo e di freschezza. I dati sono, però, contrastanti. Valuteremo l’operato di Renzi tra qualche mese quando le prime misura saranno attuate. Spero tanto che non muoia di compromessi.

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