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Politica/Le nostre interviste/ Parla il consigliere Luigi Bernabò

E' il vice presidente della commissione Politiche Sociali del Comune di Salerno. Eletto per la prima volta consigliere comunale nel 2011, sotto il simbolo della lista "Progressisti per Salerno", il noto sociologo salernitano è un renziano della prima ora

Luigi Bernabò è il vice presidente della commissione Politiche Sociali del Comune di Salerno. Eletto per la prima volta consigliere comunale nel 2011, sotto il simbolo della lista “Progressisti per Salerno”, a sostegno della candidatura a sindaco di Vincenzo De Luca, il noto sociologo salernitano è un renziano della prima ora.

Com’è ricoprire il ruolo di consigliere comunale?

“E’ certamente un’esperienza entusiasmante, che ti consente di avere rapporti quotidiani e diretti con i cittadini, i quali chiedono alla politica di sostenerli soprattutto in questo momento di grave difficoltà economica del Paese.  E fare il consigliere comunale significa guardarli negli occhi facendo il possibile per aiutarli toccando con mano quali sono realmente le loro esigenze”

Su cosa si basa principalmente la sua attività politica?

“Il sociale è il cuore del mio lavoro sia professionale che politico. Da quando sono consigliere comunale ho cercato di fare in modo che i problemi di carattere sociale o socio-sanitari della nostra città venissero tenuti in considerazione e discussi, anche promuovendo diverse iniziative”.

Ci fa qualche esempio?

“Ricordo il convegno “Salerno Città della Famiglia”, svoltosi nel 2012, che ha visto la partecipazione di tantissimi esperti del settore, durante il quale abbiamo affrontare con serietà e schiettezza tutti i problemi che riguardano tante famiglie anche salernitane in difficoltà. Per non parlare della “Family Card Salerno”, attivata in collaborazione con il Comune e il Forum delle Associazioni Familiari della provincia. Si tratta di una card che dà diritto a sconti e agevolazioni presso una rete di operatori del territorio, costituita da imprese commerciali di diversi settori, quali abbigliamento, ristorazione, alimentare, istruzione, servizi, tempo libero e altro ancora, destinata alle famiglie meno abbienti della nostra città. Inoltre, proprio qualche giorno fa si è concluso il corso, iniziato lo scorso mese di ottobre, per l’individuazione dei cosiddetti “amministratori di sostegno”, che ha registrato davvero un grande successo. Lo scopo finale è quello di individuare e formare professionisti che possano ricoprire il ruolo di amministratori di sostegno (figura prevista dalla legge 6 del 2004) in modo da garantire la corretta messa in opera di questo nuovo istituto giuridico nato per soggetti in difficoltà o incapaci di intendere e volere. In altri comuni l’albo degli amministratori di sostegno già esiste e funziona anche bene. Noi ci stiamo lavorando”

Di cosa si è occupato ultimamente?

“Grazie alla collaborazione con le Acli abbiamo presentato lo “Sportello Disabilità dell’Area Salute e Welfare”, con l’obiettivo di creare in tre aree della città punti dei punti informativi e di assistenza per tutte le famiglie disagiate e che hanno problemi socio-sanitari”

Lei è un consigliere della maggioranza. Ha mai avuto difficoltà nel vedere accettate le sue proposte?

“Assolutamente no. Qualsiasi idea abbia proposto al sindaco De Luca oppure all’assessore Savastano, al quale mi lega anche una bella amicizia, non ho mai avuto problemi. Mi hanno sempre appoggiato e di questo li ringrazio”

E’ dura fare il politico?

“Non è certamente facile, perché finora la politica non ha saputo ascoltare la richiesta di aiuto degli italiani. Oggi i cittadini detestano i politici perché li hanno sempre sentiti distanti, complice anche la pessima legge elettorale di questi anni”

E l’Italicum le piace?

“E’ stato fatto un accordo dopo tanti anni tra maggioranza e opposizione. E questo è sicuramente un passo avanti. Ma io sono per le preferenze”

Lei è un renziano della prima ora. Come giudica i primi passi del premier fiorentino?

“Sono molto prudente. Renzi deve approvare 4-5 provvedimenti esplosivi per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi. Sta già facendo molto, ma serve qualcosa di più forte, un segnalo chiaro di cambiamento che i cittadini possano vedere e apprezzare”.

Cosa non le è piaciuto di Renzi finora?

“Mi avrebbe fatto piacere che fosse arrivato a Palazzo Chigi attraverso una grande vittoria nelle urne, che gli avrebbe consentito di avere un partito e un governo più stabili, ma capisco che si è trovato in una situazione non facile.

Cosa gli chiederebbe?

"Di rispettare e ricordarsi di più delle persone che gli sono sempre state accanto, fin dal primo minuto”.

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