Italcementi Salerno, presidio di Fratelli d'Italia: "Difendiamo le nostre imprese"

Presente all'iniziativa, insieme alla portavoce provinciale Imma Vietri e ad altri dirigenti, anche il senatore Antonio Iannone, che, lo scorso luglio, ha presentato un'interrogazione al ministro Di Maio

Il presidio

In occasione del centenario della fine della Grande Guerra, Fratelli d’Italia ha organizzato una manifestazione di respiro nazionale per celebrare una data storica per il Paese. La difesa dell’interesse nazionale contro gli speculatori, usurai e mondialisti è il tema della manifestazione. Per questo il partito di Giorgia Meloni ha individuato, comune luogo di Salerno simbolo della svendita della sovranità,  lo stabilimento Italcementi situato a via Cupa Siglia di Fuorni, dove questa mattina si sono riuniti i dirigenti provinciali, i giovani di Gioventù Nazionale, il portavoce provinciale Imma Vietri e il senatore Antonio Iannone

La vertenza 

L’Italcementi è coinvolto in un piano di ristrutturazione aziendale che rischia di cancellare questo importante presidio produttivo ed occupazionale.Sulla questione circa il futuro dell’insediamento industriale e dei lavoratori se ne sta occupando il senatore Iannone che il 30 luglio ha presentato un’interrogazione al ministro Luigi Di Maio. L’insediamento fu realizzato utilizzando le opportunità della legge n. 219 del 1981 ed è stato importante il suo contributo per la ricostruzione post terremoto; dal 1992 ha svolto interamente il suo ciclo produttivo in sinergia con altre realtà, dando occupazione a 120 unità;  i vari processi di “razionalizzazione” hanno determinato una riduzione del personale, ad oggi a 49 unità, modificando la sua missione produttiva alla sola macinazione. Nel corso del 2015 il gruppo Pesenti ha venduto la suo quota del 45% al gruppo tedesco Heidelberg Cement, determinando non poche legittime preoccupazioni circa il futuro dello stabilimento salernitano, escludendolo dal perimetro complessivo industriale del gruppo.Il piano industriale di Heidelberg per il solo Sud ha previsto la dismissione totale di 5 stabilimenti su 6, creando un vero e proprio allarme occupazionale. 
Un accordo sindacale nazionale ha impedito che questo avvenisse definendo un percorso di verifica di tutto il 2016-2017 e successivamente, con decreto interministeriale n. 99553 del 23 giugno 2017, ha prorogato la cassa integrazione straordinaria sino al 31 dicembre 2018. Questo termine, se non modificato, porterà numerose individualità di elevata competenza ad essere tagliate fuori dal mercato del lavoro; il gruppo Heidelberg Cement non possiede fabbriche adibite a solo centro di macinazione e dunque lo stabilimento di Salerno rischia di trasformarsi in un centro vendita con al massimo 10 dipendenti; il sito di Salerno è l'unico in Italia del gruppo Heidelberg a non essere "fecit novum" e ad avere ancora molte potenzialità da sfruttare.
 
 

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