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Lavori in piazza Cavour, lo stop della soprintendenza

Il direttore della BAP Gennaro Miccio ferma i lavori per l'area piazza Cavour - lungomare Trieste: serve l'autorizzazione paesaggistica

Piazza Cavour e, sullo sfondo, la sede della provincia di Salerno

Stop ai lavori in piazza Cavour: l'alt arriva dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici (BAP) di Salerno e Avellino. Lo riporta il quotidiano la Città di Salerno. Nell'area di piazza Cavour dovrebbero essere realizzati, in regime di project financing e per un valore di oltre 10 milioni di Euro, 90 box auto e 240 aree per la sosta a rotazione. L'area interessata, ossia lungomare Trieste, come emerge da una nota inviata dal soprintendente Gennaro Miccio al comune di Salerno e alla direzione regionale della Campania per i Beni culturali e paesaggistici, è tutelata ai sensi dell'articolo 142 del decreto legislativo 42/2004. Stando al Codice dei beni culturali e del paesaggio sono tutelati i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia. 

Pertanto, la conferenza dei servizi tenutasi in passato per il progetto è "inefficace" in quanto manca l'acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica. Codice alla mano, l’autorizzazione è subordinata alla verifica della conformità dell’intervento alle prescrizioni dei piani paesaggistici. Il soprintendente della BAP di Salerno e Avellino intende proporre alla direzione regionale l'avvio dell'iter per le prescrizioni di tutela indiretta che permettono al ministero di disporre distanze, misure e altre norme a tutela del bene culturale o paesaggistico.

ll dietrofront di Miccio arriva dopo gli esposti di Italia Nostra Salerno e del gruppo facebook figli delle chiancarelle, che avevano parlato di "area tutelata" chiedendo a Miccio di intervenire. Secondo Miccio invece la BAP "sarebbe stata indotta a credere che così non fosse sulla base della carta dei vincoli presentata dal comune". L'alt ai lavori (per i quali i carotaggi erano già stati effettuati) viene accompagnato da un invito al comune "a modificare le cartografie che riportano le varie tipologie di norme di tutela paesaggistica".

Questi gli antefatti, come riferito dal quotidiano la Città di Salerno: in sede della prima conferenza dei servizi la BAP bocciò l’iniziale proposta. Sei giorni dopo, ne arrivò un’altra che trovò l’ente disponibile al confronto perchè "con essa venivano rimossi alcuni dei motivi ostativi". A gennaio 2012, dietro sollecitazione di un parere richiesto dalla direzione regionale, Miccio avanza i primi dubbi dopo aver ravvisato "alcune incongruenze (...) dalla verifica tra quanto desunto dalle cartografie comunali con i provvedimenti di tutela emessi dal ministero".

Nello stesso periodo la società proponente invia nuovi elaborati, rispetto ai quali la soprintendenza esprime un "parere interlocutorio, rimarcando la necessità di esaminare un progetto definitivo", ma al contempo "esprimendo una valutazione della proposta progettuale positiva rispetto alla precedente", fatte salve le prescrizioni di tutela indiretta. Conclusa la "fase incalzante di trasmissione atti", Miccio avvia ulteriori verifiche, chiedendo al comune nuova documentazione dalla quale è poi emersa una "non corrispondenza delle diciture riportate dalle cartografie allegate al Puc con la Carta dei vincoli approvata".
 

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