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Politica

"Uniti verso il congresso" l'appello di Glicerio Taurisano

Il vicecoordinatore del Pdl Capaccio si rivolge ai colleghi di partito

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Circa tre anni fa (ottobre 2009) ebbi a scrivere una nota la quale descriveva lo status politico-partitico del mio territorio. Oggi, rileggendo quella stessa nota, e apportando qua e la qualche modifica, pare essere tornata di straordinaria attualità; una oculatezza opinionista la quale non ha pretese di condivisione, ma solo evidenziare il mio personale legame ad un partito il quale ha saputo risaltare in me quei valori che da sempre sono stati e saranno per me portatori di principi e di orgoglio.

Oltremodo vuole essere, così come la progenitrice della presente, un richiamo, un appello, quasi un implorazione a costruire, realizzare, produrre un partito che potrà, attraverso le sue basi, originare segmenti e indotti di vera coesione, affidabilità e crescita, nel rispetto della politica, del dialogo, della dignità e soprattutto della verità.

Ancor prima di iniziare con questo mio insignificante parere è bene che ragguagli il lettore su una cosa per me di estrema importanza: "E' ben nota la caratteristica del sottoscritto nell'essere moderato e costruttore di coesione, lungi da me anche il più sottile pensiero di patteggiare situazioni o nel dare ragione a chicchessia. Per il sottoscritto, parlando di PdL, ogni elemento è fondamentale per costruire questa grande impalcatura; ognuno di noi, oggi, rappresenta il bullone di annodo per far si che questi s' innalzi al cospetto di ciò che si vuole e che si deve costruire": un grande partito.

Per me è impensabile che ci siano nel cantiere demolitori pronti a buttar giù le basi occorrenti alla costruzione di piattaforme che, presumibilmente, serviranno anche agli stessi o che magari delle stesse ne abbiano già beneficiato.

Ciò che mi necessità come Cittadino, Elettore ed Operaio Politico è vedere realizzato il PdL nella sua completezza associativa e partitico-movimentista.

A tal riguardo non posso, ne è vero, esimermi dall'esternare la fierezza nell'aver riscontrato in tante persone la stessa identica visione. Sono certo che tutti possiamo dialogare, sono certo che tutti possiamo costruire un grande gruppo, senza ambizioni, senza doppi fini e soprattutto lavorando per tutto il territorio salernitano: unica risposta certa che gli elettori del centro destra stanno aspettando. Il resto diviene solo verso increspature le quali producono solo disorientamento. Ci stiamo smarrendo, che sia di poco o molto, non ha importanza, e smarrirsi è un po' come spaventarsi: di cosa? di chi?… non ci è dato saperlo poiché nessuno di noi potrà mai avere l'opportunità di conoscerne il motivo se non si dialoga, se non si ha l'opportunità di esternare i propri dubbi o certezze, le proprie aspettative o esigenze; la via da seguire o quella da lasciare. Non possiamo più attendere oltre, non possiamo più sprecare energie su scarne strategie, queste, occorrono agli eserciti quando si va in guerra e la guerra è l'ultima cosa che presume la civiltà e la moralità politica. Due sono le strade per non smarrirsi nel lungo tempo delle attese: la libertà e la dignità, esse sono la tradizione di una idealità di pensieri i quali vanno oltre alla vita stessa e, se accese di interesse comunitario, civile, sociale, ecco che ti diventano ricchezza inestimabile.

La libertà di esporre il proprio pensiero, la dignità di ascoltare quello altrui. Il nostro compito è quello di individuare nuove e prosperose strade nella nostra società, al fine di garantire il ritorno morale della politica, strumento essenziale nel concretizzare scelte, operato e gestione della "res publica". Strumento, altresì fondamentale per il confronto e la concretizzazione del fattibile per il proprio territorio. Occorre non credere al "primato personalistico" occorre invece abbracciare la causa del "buon senso collettivo", della preminenza culturale, piuttosto che condividere le sintesi dei diverbi i quali non giovano a nessuno. Credo siano maturi i tempi per decidere se continuare a percorrere una strada che non ci è mai stata oppure lavorare per costruirne una nuova, asfaltata da condivisione e operatività, adornata da strumenti liberali e democratici; se perseguire la strada dello scontro o l'audacia del dialogo; se si vuole disgregare o essere attori e compartecipanti di una realizzazione "fantastica" che è quella dell' aggregazione e dell'intesa politica, strumenti di costruzione e non di contrasto.

Esiste una partecipazione straordinaria del nostro inconscio durante le nostre azioni, qualsiasi esse siano, ed è il coraggio di suggerirci ciò che realmente pensiamo e che crediamo, ma per effetto delle irrazionalità, non ci è consentito di esternarlo, concausa: le simpatie o le antipatie personali, gli screzi, il dover e voler contraddire ad ogni costo ciò che il nostro interlocutore dice e magari questi non sta dicendo altro che le nostre stesse cose. Ecco, è un po' come investigare nei comparti del centro destra: ci siamo, lo siamo, lo professiamo, lo condividiamo ma, ognuno per se e tutti per nessuno, almeno questo è quello che si vuol far credere, invece, il PdL esiste ed è formato da quella grande coalizione di centro destra che ha prodotto e maturato consensi eccezionali nelle passate competizioni elettorali, esiste, ed esistono gli uomini i quali si identificano nella umile compagine del servire la gente e il territorio. Non perdiamoci tra le mille insidie dell'approssimativismo ma generiamo insegnamenti utili ai nostri posteri. Non trascuriamo le esperienze di chi già da anni pratica politica, ma apprendiamo da loro i giusti suggerimenti del come operare. Non indossiamo le vestigia degli Ateniesi ma sappiamo essere contemplatori del dialogo. Non posso credere nella totale assenza anche di un piccolo spiraglio di volontà nel dialogare e nel collaborare, anche con le proprie personali idee, alla realizzazione di ciò che abbiamo professato negli ultimi anni. L'appello che desidero far pervenire a tutti è quello del parlare, del confrontarci, dell'individuare le migliori soluzioni da seguire. Ognuno è importante nel lavoro di squadra e per chi crede in ciò sa che quando un componente resta a tergo del gruppo, occorre saper fare un passo indietro ed aiutarlo a proseguire nel cammino precedentemente iniziato. Un appello dato evidentemente dall'ultima persona di questo fantastico mondo ma dato con una sincerità enorme.

Proseguiamo il cammino verso il Congresso, organizziamolo, addiveniamo tutti verso un placido confronto di idee e progetti, di squadra e di lavoro, non buttiamo via le grandi occasioni specialmente se costruttive ed utili a ciò che siamo o che vorremo essere, sia come cittadini che come tesserati di un partito, sia come elettori che come dirigenti di partito.

Possiamo se vogliamo e, vogliamo se rispettiamo.

So che si può, sia volere che rispettare, occorre solo a noi essere umani decidere.

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