Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Mancata approvazione del bilancio di previsione 2021/2023: parla Lambiase (Salerno di tutti)

I Revisori inoltre invitarono l'Amministrazione Comunale al monitoraggio della redditività e del patrimonio disponibile, al rientro dal disavanzo, al pagamento dei fornitori

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

È dell’altro ieri la notizia della diffida da parte del Prefetto per la mancata approvazione del bilancio di previsione 2021/2023 e del possibile scioglimento del Consiglio Comunale qualora non si rispettasse il termine massimo fissato di venti giorni dalla data della notifica al Sindaco di Salerno.
È gravissimo essere arrivati alla scadenza di mandato e non aver adempiuto agli obblighi di legge, soprattutto in una situazione prossima al “dissesto finanziario”, come quella del Comune di Salerno. Non è la prima volta che si giunge alla discussione in Consiglio di “strumenti finanziari”, caratterizzati da gravi inadempienze, ed in ritardo sui tempi previsti. 

Fu, per esempio, "Irregolare" l'approvazione della delibera sul rendiconto di gestione 2019. Segnalai alla Prefettura la vicenda, perché la Giunta mise a disposizione dei Consiglieri la relazione dei Revisori dei Conti solo 6 giorni prima della seduta consiliare (è obbligo renderla 20 giorni prima del Consiglio - art. 227, comma 2 del TUEL). Ciò impedì (come in altre occasioni) la “partecipazione attiva" e la "condivisione" della documentazione da parte della rappresentanza consiliare. Ma ciò che mi lasciò perplesso, sbalordito e preoccupato furono i "rilievi" al Rendiconto contenuti nelle conclusioni della relazione dei Revisori. Venne messa in evidenza la scarsa attendibilità delle risultanze della gestione finanziaria, dei risultati economici e patrimoniali, il continuo ricorso alle anticipazioni di tesoreria.

I Revisori inoltre invitarono l'Amministrazione Comunale al monitoraggio della redditività e del patrimonio disponibile, al rientro dal disavanzo, al pagamento dei fornitori. Ed in particolare al controllo delle Partecipate, evidentemente a causa della complessità amministrativa e contabile "non usuale" che regola la gestione delle Società Partecipate dal Comune. Il giudizio dei Revisori sembrò non lasciare dubbi: il Rendiconto di gestione 2019 era insicuro sugli equilibri e sugli stessi valori! Nulla è cambiato negli ultimi due anni: costi eccessivi dei servizi erogati ai cittadini dall’Ente e dalle sue Società Partecipate, mancate entrate dovute alla mala gestione del patrimonio pubblico, tasse locali “pesantissime” a carico delle famiglie salernitane. 

Gianpaolo Lambiase - Salerno di tutti


 

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