Monti di Eboli, lupo sbrana 5 pecore, 30 sono ferite: Bernini lo difende

Il deputato grillino: "Doveroso evitare allarmismi ingiustificati, tra l’altro senza perizie medico legali veterinarie, che possano avere l’effetto di giustificare atti di bracconaggio o illegittime uccisioni"

Foto di repertorio

Un branco di “lupi killer” sbranerebbe le pecore in località Monti di Eboli. Si parla di 5 esemplari uccisi e 30 gravemente feriti al punto di doverli abbattere. Sulla questione interviene il deputato del Movimento Cinque Stelle Paolo Bernini che precisa: “Bisogna innanzitutto chiarire che un lupo che caccia, è un lupo che si comporta da lupo. Doveroso invece evitare allarmismi ingiustificati, tra l’altro senza perizie medico legali veterinarie, che possano avere l’effetto di giustificare atti di bracconaggio o illegittime uccisioni ed è per questo che ho intenzione di diffidare la Regione e gli amministratori locali”.

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Il caso 

L’esponente grillino, che da sempre è un difensore degli animali, aggiunge: “Il lupo non è stato tutelato come si doveva già negli anni pregressi e che negli ultimi 5 anni si sia volutamente organizzato un sistema di azioni tese a fomentare l’odio verso questa specie e che, grazie a dichiarazioni di personaggi con precisi ruoli istituzionali che si sono espressi al di fuori dei margini della normativa vigente, si siano creati i presupposti per determinare una condizione di intolleranza, anziché favorire la convivenza tra le due specie e mettere in pratica, su tutto il territorio, le efficaci azioni di deterrenza e di indennizzi”. L’attuale presidente della Onlus Difesa Protezione Animali ricorda: “Lo scorso anno come Movimento 5 Stelle ci siamo battuti contro la possibilità di uccidere i lupi, essendo questi specie particolarmente protette, e non sussistendo i presupposti per la concessione della deroga alla Direttiva Habitat prevista dall’art 16. Va ricordato che lo scellerato piano lupo 2017 poi, è un piano irricevibile sia dal punto di vista scientifico che sotto il profilo della sua legittimità, realizzato senza dati pubblicati scientificamente, ad iniziare da quelli relativi ad un censimento nazionale che non esiste per stessa ammissione di chi ha redatto il piano. La realtà è evidente a tutti: tra il numero dei lupi rinvenuti decapitati e uccisi a fucilate, (considerando anche tutti quelli occultati), la lista è raccapricciante. E’ ora di spiegare con chiarezza a tutti i cittadini e agli allevatori che i metodi per ridurre i conflitti tra le specie selvatiche e le attività antropiche ci sono. Basta solo volerli applicare con una politica onesta, scientifica e rigorosa che permetta una naturale convivenza. Questo è un atto dovuto, è il nostro compito ed auspico che sia questa la linea  che il Ministro Sergio Costa voglia intraprendere, in armonia con il lavoro svolto negli ultimi 5 anni.  Anche i lupi appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato, quindi di tutti i cittadini che è evidente che ne chiedano a gran voce la tutela. La scienza e la politica devono saper tradurre queste esigenze in progetti di vita e non di morte” conclude Bernini.

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