Il M5S perde pezzi a Vallo, Miraldi si dimette da consigliere: ecco la lettera

L'ex candidato sindaco critica aspramente la scelta del partito di essersi schiarato prima con la Lega di Salvini e ora cn il Pd di Zingaretti e De Luca

Miraldi tra Tofalo e Di Maio

Pietro Miraldi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, eletto nel comune di Vallo della Lucania, con una lettera aperta, ha deciso di abbandonare il suo partito e di dimettersi, contemporaneamente, dal Consiglio Comunale. Miraldi, nel 2016, si candidò a sindaco raccogliendo 1334 preferenze facendo conquistare due seggi ai grillini (il suo q euello di Anellina Chirico). Ora, al suo posto, entrerà Vincenzo Liguori, primo dei non eletti con 269 voti.

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La lettera di Miraldi:

“Non ci sto, io sento il dovere di non starci. Ero indeciso quale frase scegliere per meglio rappresentare questa mia scelta, decisa e ponderata. Oramai sono diversi giorni che ci sto pensando, all’indomani dell’accordo di governo con il Pd, non sono d’accordo, non lo digerisco, non mi va. Lo scrissi subito a Luigi Di Maio ragazzo che ammiro e stimo, mi rispose di aspettare la votazione su Rousseau. E ci credevo, credevo che la base attivista fosse per il no, invece anche in questa occasione mi sono ritrovato minoranza. Ho atteso e sperato che almeno questa mia fortissima delusione fosse un po’ lenita dalla nomina di Castiello a sottosegretario. Si è consegnato il paese alla sinistra, io in fondo uomo di sinistra non lo sono mai stato. Io sono quello della meritocrazia, della crescita, degli aiuti alle imprese, magari anche dei condoni, intesi come aiuti a chi non ha potuto pagare. La giustificazione dei tanti, è quella di dire “sennò si consegnava il paese a Berlusconi e a Salvini”.Si consegna il paese a chi vuole un popolo. Io sono per chi viene eletto democraticamente e non scelto a tavolino. Anche Beppe Grillo lo ripeteva più volte in occasione dell’incontro in diretta streaming con Renzi. Io sono quello contro i sindacati perché consapevole, che sono stati rovina dell’Italia, e poi invece ad ogni governo c’è li ritroviamo addirittura ministri ben vestiti. E oggi consentitemi, non posso leggere, ma una cosa è il governo centrale, una cosa sono le regioni o i comuni. No. I matrimoni sono tra persone che si dividono tutto, non si va con la moglie in chiesa e con l’amante a cena. Quindi cari portavoce campani, come potete solo immaginare di andare a cena o in chiesa con De Luca? Quando scherzosamente dico, che io non per forza debbo fare politica, ma posso fare il gelataio voglio dire, “ragazzi fate altro ma mantenete la dignità e la coerenza, che è quella che vi ha portato al 33% e che mai conquisterete più”.
I cittadini vogliono risposte, concretezza. E Pd sono i tanti sindaci anche del Cilento che negli anni si sono spartiti i vari enti di governo, comunità montane, parco, consorzi vari e sappiamo tutti come sono stati amministrati”.

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